21.08.2017 - 13:12
Bresaola, carpaccio, coppiette, salsicce e speck. Nelle province di Latina e Frosinone, dalla lavorazione della carne di bufala ricavano queste specialità, che ora, insieme alla stessa carne, su indicazione dell'Arsial (Agenzia regionale per lo sviluppo e l'innovazione dell'agricoltura del Lazio), sono state inserite nell'elenco dei Prodotti agroalimentari tradizionali del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali. In pratica, sono diventate specialità da tutelare «perché legate all'unicità dei territori di provenienza, simboli di una cultura agricola e storica che grazie al riconoscimento ufficiale è salvaguardata nella memoria collettiva».
Un vecchio progetto per lo sviluppo del comparto. Da Amaseno a Sabaudia passando per Prossedi, Roccasecca dei Volsci, Maenza, Roccagorga, Priverno e Sonnino. Insomma, un percorso lungo tutto il territorio della valle dell'Amaseno fino al mare. L'idea di realizzare "La strada del bufalo" fu lanciata alcuni anni fa dal compianto Mario Ronci, allora sindaco di Priverno. «È un percorso che in un unico filo conduttore - affermò - coniuga storia, archeologia e spiritualità con i valori ambientali e naturalistici. Lo sviluppo dell'allevamento bufalino, con la nascita di aziende che ne trasformino i prodotti e li commercializzino - continuò - è la condizione necessaria per sfruttare le vocazioni di un bacino territoriale dove anche i settori dell'ortofrutta e dell'olio d'oliva compongono un'offerta gastronomica di alto prestigio». Quel progetto poi venne proprio dalla Camera di commercio di Latina che, per cercare di realizzarlo, costituì un gruppo di lavoro che avrebbe dovuto elaborare l'itinerario, il regolamento e il disciplinare. Facevano parte del gruppo gli enti interessati (i comuni di Priverno e Amaseno, la XIII e la XXI Comunità Montana, la Provincia di Latina, il Parco del Circeo e l'Apt) e le associazioni di categoria. In particolare, il gruppo di lavoro avrebbe dovuto «redigere una mappa indicante la presenza di allevamenti bufalini e di aziende lattiero-casearie di produzione e/o di trasformazione, compresi i ristoranti tipici, le aziende dell'artigianato artistico locale e le attività ricettive». Mappa inoltre che avrebbe dovuto segnalare i siti di particolare pregio storico, archeologico e ambientale.
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