Altri 38 "occhi elettronici" per sorvegliare il territorio e anche per tutelare il parco nazionale dai piromani. È il progetto presentato dal Comune di San Felice Circeo alla Regione Lazio per cercare di ottenere un finanziamento, dato che parliamo di una spesa complessiva che supera i centomila euro.
L'intervento prevede sostanzialmente il completamento e l'ammodernamento dell'impianto già esistente. Nella relazione, redatta qualche tempo fa dall'ufficio tecnico, si individuano una serie di aree «sensibili». Sono cinque: il centro storico (dove sono presenti un centro anziani, le scuole elementari e medie, parchi pubblici e strutture di interesse storico); il centro di Borgo Montenero (ci sono scuole, asilo, centro anziani, un parco pubblico e due banche); il centro di La Cona (centro anziani, parchi pubblici e tre banche); la zona di Pantano Marino (scuola e asilo); via Sabaudia, dove c'è il poliambulatorio.
«L'intervento – si legge nella relazione – interessa l'intero territorio comunale. In particolare gli accessi principali al paese, in modo tale da tenere sotto controllo entrate e uscite, anche al fine di agevolare eventuali attività investigative delle forze dell'ordine a seguito di reati e crimini».
Si diceva in premessa che c'è però particolare attenzione anche al promontorio. Il monte Circeo è infatti etichettato come «zona sensibile», sia per la presenza del bosco che di diverse abitazioni. «Tale zona – scrive l'ufficio tecnico nel progetto – è spesso soggetta a incendi anche di natura dolosa, pertanto necessita di un controllo costante al fine di garantire la salvaguardia del Parco e la sicurezza dei cittadini che vi abitano».
Lo scopo dell'intervento è insomma quello di integrare e adeguare agli standard attuali e alla normativa vigente il sistema di videosorveglianza esistente al fine di garantire maggiore sicurezza, andando anche a coprire i «numerosi obiettivi sensibili» presenti sul territorio e gli spazi pubblici attualmente sprovvisti del controllo degli "occhi elettronici". Guardia alta anche attorno alle scuole.
«Il tutto – si specifica – garantendo anche l'accesso e la condivisione con le centrali operative delle forze dell'ordine». Anche perché spesso, senza allontanarsi troppo da San Felice, in altre località vicine il sistema di lettura delle targhe ha consentito di chiudere alcune indagini in tempi record.