Il Comune avvia la regolarizzazione dei confini dei terreni ricompresi nella cosiddetta "ex particella 100". Lo rende noto l'amministrazione comunale. In questo modo l'ente punta a mettere la parola fine a una contesa sulla titolarità di quei terreni rivendicata dall'Agenzia del Territorio e quella del Demanio.

In forza della sentenza che a giugno del 2016, dopo un'attenta ricostruzione per mano di un consulente tecnico, ha delimitato le proprietà del Comune e quelle del demanio marittimo, ora l'amministrazione sperlongana avvia la delimitazione dei confini, che il giudice ha disposto vengano ben evidenziati. L'ente ha anche invitato i privati a regolarizzare le posizioni dei manufatti presenti su quelle terre. Di fatto, però, si tratta in gran parte di terreni di proprietà comunale. «Due sono le prospettive analizzate dal consulente tecnico, che hanno permesso ai giudici di emettere la sentenza - scrive il Comune - da un lato l'esistenza di una documentazione storica risalente al Catasto preunitario murattiano del 1809, dall'altro il Codice Civile e il Codice della navigazione». Quei terreni che confinano con il demanio marittimo, secondo una ricostruzione storica, sono del Comune perché trattasi «di ex terreni di uso civico». Le parole del consulente si fondano su una ricostruzione che parte dal 1800 per arrivare fino al 2002, quando «la Capitaneria di Porto d Gaeta scrive che "la particella 100 risulta appartenente al Demanio Civico di codesto Comune». I limiti del demanio marittimo, peraltro, sono ben definiti nel Codice civile e nel Codice di navigazione: «Per stabilire se un'area rivierasca, dunque, debba o meno essere considerata appartenente al demanio marittimo è decisivo che: l'area sia normalmente coperta dalle mareggiate ordinarie o che lo sia stata in passato e sia tuttora utilizzabile per uso marittimo e che il bene sia adibito ad usi attinenti alla navigazione anche solo allo stato potenziale», scrive ancora il Comune. In definitiva, è stato un verbale di delimitazione del 1930 a creare confusione, «Quello a cui hanno fatto riferimento l'Agenzia del Demanio e l'Agenzia del Territorio per eseguire la revisione della dividente demaniale», conclude l'amministrazione comunale: «Secondo il Giudice, tuttavia, "le risultanze del verbale di delimitazione non possono essere prese in considerazione perché non coincidenti con i caratteri obiettivi che i terreni presentano attualmente, così come descritti nella consulenza tecnica d'ufficio"».