«Quello che fa male è il silenzio. Il tempo che passa, e il silenzio. Della Regione, delle istituzioni che sembrano non capire il danno vissuto giorno dopo giorno da chi vive intorno al ponte abbattuto». Il ponte, è quello che congiungeva i due lati del canale Sisto e che, con la Provinciale Badino collegava due importanti centri: San Felice Circeo e Terracina.

Per questo ponte, abbattuto nove mesi fa e mai tornato, martedì scorso i residenti riuniti nel comitato Foce Sisto si sono riversati in strada. Una ferita sociale ed economica, che dura ormai da quasi 300 giorni. Attività commerciali, ormeggiatori, residenti, proprietari di case, tutti pagano uno scotto altissimo alla demolizione. A parlare per tutti è Antonella Magnanti, alla guida del comitato e che non ha mezzi termini: demolire quel ponte senza avere chiaro cosa fare dopo, è stata una iattura. «Hanno rovinato un'intera comunità. In meno di un anno, se escludiamo due bar, hanno chiuso tutti: un alimentari, una pizzeria e un rivenditore di strumenti per la pesca. Per i posti barca c'è chi si guarda intorno, ognuno guarda alla sponda che gli è più facile raggiungere. Un vero dramma».

La delusione si taglia col coltello. Nei confronti dei Comuni, che non battono abbastanza i pugni. Nei confronti della Provincia, nei confronti della Regione: «Ma il presidente uscente ci conosce? Conosce la nostra situazione?» si chiede Antonella Magnanti. «Abbiamo scritto a Zingaretti, a Renzi, a tutti. Hanno una parola da spendere per noi?». Tutti i progetti per ora sono in alto mare. Nulla di preciso si sa della passerella ciclopedonale, o del progetto per il nuovo ponte. «Andremo in Provincia, dobbiamo sapere perché siamo dovuti arrivare a questo punto», prosegue Magnanti. «Sapevano quando hanno demolito che non c'erano soldi per ricostruire? Quello che sta accadendo è gravissimo. Un'intera economia sta morendo, l'ambulanza impiega 45 minuti». Magnanti invita i politici a passare qualche mese a vivere in questo fazzoletto di terra. «È terra di nessuno, anche sul fronte della sicurezza. Persino le donne delle pulizie hanno dovuto lasciare il lavoro. Per raggiungere le case devono fare chilometri. Non vale più la pena». Intanto un intervento politico c'è. È di Michela Magrelli, candidata alla Regione con FdI: «E' vergognoso come la Provincia e la Regione non hanno preso seriamente la problematica della ricostruzione del Ponte. Do la mia piena disponibilità».