E' diventato negli anni un'emergenza della città: il teatro D'Annunzio, tempio della cultura cittadina, prima chiuso per un anno e mezzo, poi riaperto, poi chiuso di nuovo per l'adeguamento alle prescrizioni anti incendio e finito inesorabilmente nel gorgo della trasandatezza e della superficialità delle passate gestioni. Da risorsa del territorio la struttura è stata svilita e preclusa alla città e, oggi come ieri, nonostante la buona volontà e lavori importanti effettuati dall'amministrazione Coletta, i problemi legati alla manutenzione e a impianti vecchi e trascurati restano. In tale direzione le ultime parole dell'attrice Manuela Zanier sono state la certificazione di un malattia cronica: «Qualcuno deve prendersi le sue responsabilità – aveva detto l'attrice - il teatro D'Annunzio non è mai stato così abbandonato. I problemi del Palacultura potrebbero essere superati se ci fosse la volontà di farlo». Dopo i disagi lamentati dagli attori di Mors et vita, è andata meglio martedì con lo spettacolo "La strana coppia" con Claudia Cardinale e Ottavia Fusco: grazie a degli apparecchi a soffioni messi a disposizione della Protezione civile il disagio dell'assenza di riscaldamenti è stato limitato. Un disagio causato dal fatto che già dopo Natale si era rotto il secondo impianto di condizionamento della struttura e si è dovuto attendere l'approvazione del bilancio per prevedere la spesa di 12mila euro e ordinare il pezzo mancante. Quello che però balza all'occhio e non è sfuggito agli attori è lo stato di decadimento generale del cuore delle arti della città: i lavori di impermeabilizzazione erano stati predisposti sotto il commissario Barbato, eppure sia nei locali di servizio che nel foyer e nei ballatoi ci sono casi di pavimenti ammalorati, infiltrazioni di acqua, stato del parquet dissestato, intonaci cadenti e macchie sul soffitto.
Il problema ha un nome e si chiama "manutenzione ordinaria", quella su cui la foglia di fico della "procedura della somma urgenza" (l'escamotage, che vale per togliere le castagne dal fuoco a molte vicende) non può essere utilizzata. «Ci sono criticità legate al malfunzionamento di dispositivi datati e alla necessità di sostituire materiale elettrico – spiega l'assessore ai lavori pubblici Emilio Ranieri – lavori che abbiamo previsto di fare. La gara per la manutenzione degli edifici pubblici è andata deserta, o rifaremo quel bando oppure prevederemo altre somme sulla manutenzione ordinaria senza dimenticare che questo è un aspetto distinto dalla pratica di adeguamento del teatro alle prescrizioni anti incendio». Il fronte su cui si è concentrata l'amministrazione è stato, infatti, quello di mettere in sicurezza il teatro con i muri tagliafuoco sul palco, il collaudo statico e la Scia anti incendio per consentirne la riapertura e lo svolgimento degli spettacoli. «Parliamo di certificazioni che mancano da trent'anni, senza considerare che abbiamo avuto difficoltà anche a reperire le carte dell'agibilità di tutto l'impianto». Anche i pilastri esterni del D'Annunzio insieme a tante altre strutture di cemento armato mostrano i segni del tempo: calcestruzzo deteriorato e ferri di armatura scoperti per un complesso che sta perdendo le iniziali caratteristiche di resistenza.