Le regole ci sono, ma nessuno le rispetta. Forse si potrebbe azzardare anche l'ipotesi che, alla fine, queste regole nessuno le vuole. Inutili legacci burocratici. Il caso delle arrampicate sulle mura antiche, evento che secondo il sindaco Nicola Procaccini non andava nemmeno autorizzato, accende invece i fari proprio sul sistema di permessi dell'ente municipale. Cosa viene preso in considerazione, in che tempi, quali pareri servono per dare il via libera a un evento? Bene, esistono delle linee guida che risalgono ad appena un anno fa e parlano chiaro. Per eventi di particolare complessità istruttoria (dove siano necessari pareri esterni, vedi Soprintendenza) «devono essere formulate utilizzando preferenzialmente l'apposita modulistica e devono pervenire esclusivamente al protocollo generale informatico del Comune almeno 60 (sessanta) giorni prima della data di svolgimento». Almeno trenta giorni prima, per gli eventi semplici. Tutto chiaro? Poi: vanno presentate al protocollo o alla posta certificata posta@pec.comune.terracina.lt.it, e sempre indirizzate agli uffici. Agli uffici, insomma, e non - come accade spesso e volentieri, più o meno informalmente, all'assessore, al consigliere o al delegato. Anche se trattasi solo di una comunicazione non soggetta a permesso, vanno indicati recapiti, dettagli dell'evento, data, luogo, progetto. E il Comune ha comune 30 giorni per dirti qualcosa.

Insomma, è evidente che esiste una procedura. Ed è proprio per questo motivo che negli uffici c'è grosso malcontento. In presenza di una procedura standard, non è ben accetto dai dipendenti che le domande per le manifestazioni spesso arrivino solo qualche giorno prima e non di rado per tramite degli assessori o del politico di turno. Una cosa non consona per una città con determinate risorse: archeologiche quanto naturalistiche. La politica non può glissare sulle regole. E se conferisce deleghe e incarichi deve prevedere il rispetto rigido dei protocolli, gli unici a garantire il corretto svolgimento delle manifestazioni e a tutelare la città. Che si sappia, insomma, che le regole ci sono. Bisogna però porre avanti la necessità di rispettarle. Da parte di tutti.