Il terzo posto, su 137 concorrenti agguerriti, del panificio "Il pane di Onelia" di Sezze nel corso di un premio fa tornare a porre l'accento sulla necessità che determinati prodotti possano usufruire di un marchio di qualità. A parlarne è Luigi Ottaviani, docente e dirigente scolastico in pensione, che qualche anno fa ha iniziato a condurre questa battaglia in difesa del "Made in Sezze" con l'associazione degli ex consiglieri comunali di Sezze, che presiede: «Il pane presentato in concorso da Luigi - ha spiegato Ottaviani - ha dimostrato che la tenacia e il coraggio del proprietario del panificio setino alla fine pagano. Luigi ha rischiato, ha sperimentato anche con l'utilizzo di farine estratte da mulini di pietra, ha provato, scartato e anche licenziato dipendenti che non rispettavano la tradizione e le tecniche di panificazione ereditate dal passato». Un punto di arrivo il terzo premio in un concorso nazionale? «Niente affatto - spiega ancora Ottaviani - piuttosto un punto dal quale partire. Sotto la spinta dell'associazione degli ex consiglieri comunali e del suo comitato direttivo, i panificatori da diversi mesi hanno iniziato la procedura per ottenere l'ambito fregio e, con esso, la protezione attraverso il disciplinare dei prodotti che esportano». Un passaggio, infine, Ottaviani lo dedica anche ad altri prodotti della gastronomia setina, anch'esso pluripremiato negli anni, i biscotti e le paste secche in generale: «Anche queste ultime - conclude Ottaviani - hanno già avuto giorni di gloria. Sezze, nonostante tutto, deve ambire a toccare le vette e offrire ai mercati e ai consumatori prodotti di qualità e di eccellenza».