Il Comune di San Felice potrebbe dire addio agli otto edifici scolastici attualmente dislocati sul territorio comunale: si punta al plesso unico, del quale si parla da anni. L'Ente ha approvato la documentazione tecnica – siamo allo studio di fattibilità – per provare a ottenere un finanziamento dalla Regione Lazio. Un ulteriore passo in avanti è stato fatto nei giorni scorsi, come attestato da una delibera di Giunta: i proprietari dei terreni interessati dalla costruzione del complesso, che sorgerà eventualmente a Borgo Montenero, si sono detti disponibili a cedere bonariamente i lotti.
L'idea di realizzare un'unica struttura non è nata oggi. In passato è stata avanzata più volte la proposta, ipotizzando poi per gli edifici esistenti un'apertura al pubblico per centri benessere o centri sportivi. Oggi il tema torna d'attualità. L'amministrazione ha deciso di sfruttare l'opportunità dei finanziamenti regionali. Le esigenze sono quelle rappresentate dalla dirigente scolastica, la professoressa Loredana Mosillo, in una nota inviata al Comune a febbraio di quest'anno. Nella stessa si lamentava l'assenza di strutture adeguate e l'esigenza di un unico polo anche per abbattere i costi gestionali.
Attualmente, infatti, a San Felice ci sono otto scuole, tutte realizzate fra il 1950 e il 1976. Edifici sui quali – si legge nella delibera 150 del 14 giugno – non è ancora stata effettuata la verifica di vulnerabilità. Da un punto di vista tecnico, secondo quanto scritto dall'architetto Diva Stamegna, la progettista incaricata dal Comune, non sarebbe conveniente intervenire sugli immobili già esistenti, sui quali occorrerebbe apportare significative migliorie. Tra i problemi da risolvere, per citarne uno, quello dell'uso razionale dell'energia, specie per i riscaldamenti.
Ecco che nasce quindi l'idea del campus a Borgo Montenero. Una struttura per la quale è stato ipotizzato un investimento da 15 milioni circa, di cui dieci per i lavori a base d'asta. Oltre alle aule, nel progetto ci sono una palestra omologata Coni, un teatro, la biblioteca con videoteca, un asilo nido con relativi servizi, ma anche una sala benessere per il corpo docenti, la mensa con locale cucina, nonché l'aula verde per l'educazione ambientale e i laboratori di musica, lingua e italiano per stranieri. La parola passa ora alla Regione, che dovrà decidere il da farsi. In caso di approvazione del progetto, resterà da capire anche quale sarà il futuro delle scuole esistenti.