L'ultima parola sarà del Consiglio comunale, che necessariamente dovrà prendere una decisione sulla variante urbanistica per trasformare una casa in albergo. Richiesta di un privato per la quale pende un ricorso al Tar visto che l'Ente fa fatica a pronunciarsi a favore o contro. L'indecisione regna sovrana pure in commissione Urbanistica, dove gli unici componenti presenti, cioè i consiglieri di maggioranza, si sono astenuti.


Tra incompatibilità e ricorsi
Pratica nel limbo dal 2015
La pratica presentata dalla società 2012 srl risale al 2015. Sono passati tre anni e ad oggi il Consiglio comunale ancora non si è pronunciato. Ad agosto dello scorso anno c'era stata un'accelerazione. L'istanza era stata "liquidata" dalla commissione Urbanistica sull'erroneo presupposto - così è stato riferito nella commissione che si è riunita nel mese di maggio - che ci fosse il parere tecnico. Così non era, tanto che a gennaio 2018 il punto all'ordine del giorno dell'assise civica è stato ritirato. Per ottenere il parere tecnico, è stato necessario nominare un professionista di un altro Ente, l'architetto Luca Antonio Salvadori: tutti i funzionari del Comune di Sabaudia si sono dichiarati incompatibili o in posizione di conflitto d'interessi. Nel frattempo, è pure arrivato un ricorso al Tar da parte della srl. Poi il nuovo passaggio in commissione, senza però ottenere risposte.


Tutti indecisi
Difficile capire quale sarà la posizione sul punto in Consiglio comunale. Nella seduta del 12 giugno, infatti, i componenti di maggioranza (Celebrin - era assente il presidente Francesca Avagliano, ndr -, Iorio e Riccardi) si sono astenuti. A relazionare è stato l'architetto Salvadori come assistente al Rup (responsabile unico del procedimento), il quale ha ribadito più volte che la domanda non equivale a istanza per il rilascio del titolo abilitativo del permesso di costruire: l'autorizzazione da parte del Consiglio comunale è il presupposto per l'avvio del procedimento per il rilascio del titolo abilitativo. Il consigliere Riccardi ha chiesto se fosse possibile fare una valutazione dei vantaggi economici per la città, «vista anche - citando il verbale - l'esigua dimensione della struttura ricettiva in progetto». L'architetto ha quindi risposto che «a parte gli oneri concessori, i vantaggi per il Comune potrebbero essere a suo avviso individuati in presunti circa due posti di lavoro e alcuni posti letto per la ricezione turistica». Un'affermazione che non ha convinto la commissione. Non essendo «possibile valutare i vantaggi dell'opera per la città», tenuto conto delle «osservazioni, dei quesiti, delle relazioni, delle verifiche e delle richieste di integrazione indicati in tutti i verbali di questa commissione (...), si ritiene - si legge nel verbale - che alcuni aspetti non risultano pienamente definiti lasciando dubbi allo stato. Dovendo comunque deliberare, essendo pendente un ricorso», i consiglieri hanno deciso di astenersi. Una "non pronuncia", insomma. Ora deciderà il Consiglio.