Prima le rassicurazioni sulla stabilizzazione, poi la mazzata della cessazione dei contratti.
Succede qui, a Borgo Sabotino, tra le maestranze impiegate per il decommissioning dell'impianto nucleare dismesso.
Sono circa 70 tra ingegneri (nucleari, civili e meccanici), geologi, laureati in economia, periti industriali e ragionieri, e si sono formati professionalmente e specializzati all'interno della Sogin, la società che si occupa dello smantellamento delle centrali nucleari dismesse. Lavorano per la spa chi da quattro, chi anche da cinque anni, ma sono tutti precari, ingaggiati con contratti di somministrazione lavoro che vengono prorogati di volta in volta. Erano convinti che prima o poi sarebbero stati stabilizzati, e l'ultimo accordo sindacale con Sogin, definito protocollo per l'occupabilità, sembrava aver definitivamente premiato le aspettative dei 68 precari.