Le ultime immagini di un albero caricato sul braccio di una ruspa risalgono a circa tre mesi fa. Erano i giorni degli abbattimenti pilotati dei pini rimasti in piedi dopo il devastante uragano del 29 ottobre. I pini belli e altissimi, amati e subito dopo per un attimo odiati, perché protagonisti loro malgrado di una tragedia umana prima ancora che urbana: la perdita fatale di un cittadino, Nunzio Cervoni.

Ieri mattina lungo un viale della Vittoria ancora visibilmente ferito dalla furia della natura che - ora lo sappiamo - arriva dal mare senza chiedere il permesso e senza annunci, si sono ripresentate ruspe e bracci di gru, questa volta per fare l'operazione opposta: scaricare e piantare gli alberi: restituire ombra, verde e bellezza a una delle strade principali della città, quella che conduce al mare. È arrivato il momento di tornare a respirare sul viale della Vittoria. Allontanare quel senso di asfissia rimasto tra i palazzi e le automobili, il disordine delle tracce ancora scoperte sull'asfalto dei nuovi impianti di irrigazione, il magone dei cortili e delle facciate degli edifici ancora in disordine. Ci vuole tempo per ricostruire. Gli alberi sono però arrivati prima: sono arrivati a restituire bellezza, aria e speranza. Lecci e canfore hanno preso dimora uno dopo l'altro nelle grosse aiuole lasciate orfane, un po' come dei figli minori, dei supplenti giovani dei vecchi pini che per settant'anni hanno dominato il viale dei negozi che cambiano negli anni, dei bar, delle isole pedonali un anno sì e un anno no.

Gli alberi tornano a rimarginare la ferita dell'uragano ma anche a colmare un'assenza, quella forse di una vera vocazione urbana del viale della Vittoria, strada di macchine ma anche di pedoni, collegamento con la spiaggia assolata ma anche parcheggio, zona delle residenze e della movida, delle banche, dei medici, degli shop e dei dehors.

Il ritorno degli alberi deve essere salutato come un fatto positivo. Ma il sindaco Nicola Procaccini non deve archiviare troppo in fretta l'audacia seguita ai momenti tragici. Quella contenuta nell'idea di rivedere, riprogettare il viale della Vittoria, inserirlo in un disegno urbano che guardi ai prossimi cinquant'anni, ai cambiamenti climatici ma anche alle nuove esigenze di mobilità, spostamento. Gli alberi sono il segno ben visibile in terra di un nuovo inizio. Appunto, solo l'inizio.