Il Comune di San Felice Circeo cerca una via d'uscita dopo che la sentenza della Corte Costituzionale ha dichiarato illegittimo un articolo della legge regionale sulle conciliazioni. Le uniche legittime - ha stabilito - sono quelle proposte avanti al commissario per gli usi civici, visto che la materia è competenza esclusiva dello Stato.
Una grana non di poco conto per un territorio come quello di San Felice, dove già tredici anni fa erano state effettuate diverse perizie per le zone di Cese, Monticchio e Quarto Caldo. Ora l'Ente, in via preventiva, deve provvedere ad attualizzare gli importi dovuti (a metro quadro) alla collettività. E per questo è stato conferito un incarico esterno al geometra Angelo Leggieri, che già si è occupato in passato di questa materia.
Un incarico «urgente», in quanto - si legge nella delibera approvata nei giorni scorsi dalla Giunta del sindaco Giuseppe Schiboni - l'amministrazione «raccoglie continue istanze dei cittadini intese a risolvere il vincolo di demanio civico, la cui permanenza impedisce la sistemazione delle terre e consequenziale rilascio del permesso di costruire in sanatoria, con mancato introiti per le casse comunali».
I motivi, insomma, sono due. Da una parte è necessario far fronte alle tante istanze che provengono dal territorio, visto che sono tantissimi i cittadini ancora alle prese con la grana degli usi civici. Dall'altra, invece, il Comune chiaramente pensa anche agli introiti, visti che nel recente passato l'utilizzo degli incassi vincolati derivanti dalle conciliazioni ha consentito di avviare o di ultimare importanti opere pubbliche.
Di qui l'incarico al professionista, che dovrà rivedere le stime contenute nella perizia redatta nel 2006 dall'allora commissario Carletti.