Il trend di quota cento, l'opportunità di andare in pensione in base alla nuova legge, si mantiene stabile. L'ultimo dato fornito dalla Uil indica un numero di domande pari a 1.103 e ciò inserisce la provincia di Latina nella fascia compresa tra il 55 e il 58% e si conferma altresì che c'è una percentuale alta e prevista di richiedenti che provengono dalla pubblica amministrazione. Il fatto che in provincia di Latina il numero degli addetti ai servizi della pubblica amministrazione sia molto alto, considerati anche coloro che lavorano altrove ma risiedono qui, è un elemento che incide sui numeri finali. A ciò si aggiunge il fatto che nel settore privato si sono già avuti negli anni passati moltissimi prepensionamenti, una modalità utilizzata soprattutto nelle aziende in crisi per evitare che i lavoratori più anziani restassero per un periodo fuori anche dagli ammortizzatori sociali. Dunque nel segmento privato la media dell'età dei dipendenti non è alta e le adesioni sono inferiori mentre nella pubblica amministrazione la nuova legge ha trovato maggiore spazio.
Un primo piccolo boom c'era stato a febbraio quando le domande erano 582, ora praticamente raddoppiate. Secondo lo screening redatto dalla Uil le domande del settore pubblico hanno un alto indice nel settore della sanità e della scuola. Come si sa per accedere a questa nuova opportunità offerta dalla legge bisogna avere minimo 62 anni di età e 38 anni di contributi.
Il Lazio è al terzo posto per numero di domande nella hit delle regioni (al primo c'è la Lombardia) e anche qui «pesa» l'elevato numero di domande dei lavoratori della pubblica amministrazione, vista la massiccia presenza di uffici pubblici centrali e periferici che si trovano nel Lazio.
C'è infine una quota che è rappresentata da coloro che hanno perso il lavoro e in questo momento stanno percependo l'indennità di disoccupazione. Complessivamente il rapporto tra pubblico a privato è 1 a 5 per il momento.