Sul piatto ci sono circa due milioni di euro e l'obiettivo è uno: restaurare la villa di Domiziano. Un vero e proprio tesoro per il territorio, come dimostrano le circa 2.800 visite registrate ad autunno dello scorso anno con il Fai, ma che ancora non è sfruttato appieno.
Ora c'è una grossa opportunità di rilancio con i lavori di restauro, per i quali nei giorni scorsi è stato superato un primo ostacolo giudiziario: il Tar ha bocciato il ricorso di una ditta che chiedeva l'annullamento della gara. È però possibile un eventuale ricorso d'appello.
Gli interventi sono piuttosto consistenti, visto l'importo messo a base di gara da Invitalia. Con 1.826.464 euro, infatti, si punta a restaurare intonaci e apparati decorativi, sistemare i mosaici, ma pure a installare un sistema di videosorveglianza "green", che sarà alimentato attraverso pannelli fotovoltaici.
Una precauzione necessaria per tutelare il sito contro ingressi non controllati, furti e atti vandalici. Fenomeni che purtroppo in passato si sono verificati.
Grazie a questo corposo investimento, dunque, potrebbe prendere finalmente il via un percorso di valorizzazione della villa di Domiziano.
Una risorsa in grado di influire positivamente anche sul tessuto economico di Sabaudia e San Felice (si trova a cavallo fra i due Comuni, immersa nel Parco nazionale), contribuendo alla tanto decantata destagionalizzazione.
Un'utopia che, nonostante i tanti proclami della politica, è rimasta tale troppo a lungo. Ma qualcosa fortunatamente pare che negli ultimi anni si stia muovendo per provare a superare un concetto di turismo "mordi e fuggi", legato solo ed esclusivamente alle spiagge e quindi alla stagione balneare. Una partita che nessun ente può giocare da solo, ma che deve essere disputata puntando sulle sinergie.
Chiaramente questi due milioni che saranno spesi per la sistemazione dell'area romana non rappresentano che un punto d'inizio per questa sfida, che probabilmente potrà prendere il via in tempi relativamente brevi dopo la pronuncia del Tar.