La città e l'utenza in generale stanno guardando ai lavori per la realizzazione della terza ala del Poliambulatorio della Asl di via Giustiniano e alla tanto attesa apertura della Casa della Salute con tante speranze. Nel frattempo però alcuni servizi fondamentali risultano essere sotto organico e privi di spazi. La denuncia arriva come al solito dai volontari del Tribunale per i diritti del malato guidati da Claudio Frollano. «La struttura che dovrebbe occuparsi di tutti i disordini dello sviluppo del bambino e dell'adolescente nelle sue varie linee di espressione (psicomotoria, cognitiva, linguistica, affettiva, psico-sociale e relazionale), nella nostra città opera solo parzialmente». E' una questione di Sistema sanitario generale, ma ad Aprilia con un solo neuropsichiatra che effettua servizio per 20 ore settimanali, più uno che è disponibile per 7 ore, un logopedista (12 ore) un fisioterapista (18 ore) e una psicologa che è in servizio per 30 ore settimanali, l'emergenza è sotto gli occhi di tutti. Le psicoterapeute «riescono a malapena a seguire i casi con insegnanti di sostegno, ma non riescono a svolgere psicoterapia, e quindi si è costretti rivolgersi al privato e pagare i percorsi di riabilitazione dei bambini o, talvolta, a rinunciare alle cure». Bisogna sottolineare che i casi gravi e quelli segnalati dal Tribunale per i minori hanno una corsia preferenziale. Ci sono però circa trenta nuovi casi ogni mese che necessitano di prima visita, per un totale di circa 300 anno. «Di questi - aggiungono dal Tdm - dopo la prevista diagnosi effettuata o a Latina o addirittura in ospedali di Roma, dopo una attesa di circa due/tre mesi ne vengono presi in carico solo circa 150 bambini. Una grande mole di lavoro che solo la grande volontà, dedizione e responsabilità dei pochi operatori riesce a fare sì che il servizio sia ancora aperto». Ma non si può accettare che un centro così importante sia operativo solo grazie alla buona volontà di chi vi opera. «Serve che le istituzioni competenti, a partire dalla Direzione, si impegnino di più, mantengano le promesse e si adoperino per fornire i servizi necessari», poi però si va anche oltre: «E' possibile che anche nella agenda della politica territoriale della nostra città, non sia prevista una verifica dell'offerta sanitaria pubblica? Quali sono le necessità e le difficoltà che il cittadino incontra quando si deve curare? Tutto questo interessa a qualcuno? Sembrerebbe di no. La cittadinanza aspetta una smentita attraverso fatti concreti. Inutile evidenziare per l'ennesima volta che se il Tsmree non riesce a garantire la presa in carico dei piccoli pazienti, le ripercussioni negative sulla salute mentale dei nostri figli ne segneranno per sempre il loro futuro. Non c'è più tempo da perdere».