Il passaggio dalla raccolta su strada con i cassonetti al porta a porta integrale attraverso un mutuo di 12 milioni e 70mila euro da spalmare in dieci anni e 20 rate di ammortamento, investimenti per 14 milioni e 300mila euro circa, l'aumento di venti unità lavorative, da 164 a 209 lavoratori. E un cambio radicale del servizio in tutta la città per il quale però si prevede la piena operatività nel 2021. Sono questi alcuni dettagli emerse oggi dal primo esame in commissione Ambiente del piano industriale firmato da Contarina per Abc e rivisto e corretto dopo una lunga analisi del Comune di Latina. Nella commissione, presieduta da Dario Bellini, hanno parlato il dg Silvio Ascoli, Linda Faiola del consiglio di amministrazione dell'azienda speciale, presente in aula insieme a Giuseppe Vaccarella, e Luca Barbon, referente di Contarina. Grande assente il presidente del Cda Demetrio De Stefano che nell'ultimo anno si è defilato spesso nelle occasioni pubbliche e amministrative dedicate all'azienda.

I paletti del Comune

"Il Comune ha ritenuto di dover rivedere il piano attraverso 12 revisioni - ha spiegato il direttore generale Silvio Ascoli - per adeguarlo alla relazione ex articolo 34 e così è stato, ci siamo mossi su quattro direttive dalle quali non potevamo sviare. La prima è stata il costo del trattamento delle frazioni in carico al Comune, la seconda era il sistema di tariffazione e bollettazione sempre in capo al Comune. L'altro "paletto" imposto è stato quello che i costi gestionali a regime non dovessero superare i 16 milioni di euro e così è stato mentre la quarta condizioni rispettata è stata che il mutuo dovesse restare sui 12 milioni e 70 mila euro mentre il fabbisogno degli investimenti è sceso da venti milioni a 14. Abbiamo recuperato questi sei milioni sacrificando qualcosa sul fronte dei mezzi e delle attrezzature. Come ci muoveremo economicamente? Per tre anni, fino al 2023 non restituiremo il capitale ma pagheremo solo gli interessi per coprire l'orizzonte temporale dell'avvio del servizio, poi rate comprensive anche di capitale dell'importo di 700mila euro ogni sei mesi. Prevediamo fino al 2032 1,8 milioni di euro di utili che reinvestiremo. Probabilmente dovremo accendere un altro mutuo in questi dieci anni". Dunque gli investimenti previsti saranno dunque inferiori e il costo dell'avvio del servizio porta a porta, pari a 3.168.889, 85 euro, è stato scorporato dai costi di Abc ed incamerato dal Comune. I dubbi e le accuse però non sono mancate nonostante le rassicurazioni della giunta rappresentata dagli assessori all'ambiente e al bilancio Lessio e Proietti e di Lbc che ha esaltato con Celina Mattei l'aspetto relativo all'aumento di unità lavorative ("Il servizio attuale non è all'altezza delle nostre aspettative – ha detto Lessio - ma siamo convinti di esserci affidati ai migliori e con il nuovo piano industriale recupereremo").

Le accuse dell'opposizione

La miccia l'ha accesa il consigliere di Forza Italia Alessandro Calvi puntando il dito sugli affidamenti diretti, un milione e 800 mila euro fatti nel 2018 e 200mila euro nel 2019. E proprio la metodica degli affidamenti diretti era finita nel mirino di Anac col precedente gestore dei rifiuti, Latina Ambiente. "In un solo giorno sono stati fatti tre affidamenti diretti sottosoglia per noleggio di mezzi ad una stessa ditta – ha denunciato Calvi. Chi ha controllato? Qui c'è un vizio di trasparenza che avete imputato a noi in passato. Oggi sento parlare di soddisfazione, ma c'è poco da essere soddisfatti per un servizio che doveva decollare un anno e mezzo fa e per il fatto che siamo in continua emergenza". Il direttore Ascoli sugli affidamenti diretti, richiamati anche nella relazione dei revisori dei conti, ha annunciato una controrelazione a breve lascinado intendere che si tratta di una metodica che è stata fortemente ridotta da quando c'è lui al timone. A chiedere un confronto sui canoni e una comparazione dei servizi previsti dalla relazione ex articolo 34 e quelli di questo nuovo piano industriale, e a parlare di difetto di partecipazione e trasparenza è stato invece il consigliere del gruppo Misto Olivier Tassi. "Gli atti fondamentali della società, secondo lo Statuto, avrebbero dovuto essere trasmessi entro dieci giorni ai consiglieri per approvarli entro sessanta giorni. Noi stiamo visionando in un giorno un piano complesso su cui i tecnici hanno lavorato mesi, la partecipazione non è pervenuta in alcun modo".