Le polemiche delle scorse settimane circa la decisione di concedere uno spazio all'interno dell'area del monumento ai Caduti hanno probabilmente spinto l'amministrazione comunale guidata da Nancy Piccaro a lanciare un messaggio di rispetto nei confronti dei luoghi dedicati a chi si è speso per la Patria.

Nei giorni scorsi, infatti, la Giunta comunale ha deliberato un atto di indirizzo per un importante restauro che interesserà la parte del monumento e quella, a pochissima distanza dallo stesso, nella quale c'è una lapide alla memoria di Reginaldo Rossi. Da tempo, infatti, quell'area risulta in stato di abbandono e nemmeno transennata. Per questi motivi l'esecutivo rocchigiano ha deciso di dare indirizzo al responsabile del servizio interessato di avviare un progetto di restauro dell'area a ridosso della lapide, a cominciare da una transenna che ne vieti l'accesso. La parte antistante alla lapide, invece, verrà classificata come area verde aperta al pubblico e successivamente disciplinata con apposite modifiche al Regolamento comunale. Reginaldo Rossi nacque a Roccagorga il 25 gennaio 1917 da Vincenzo e Faustina Macera. Partecipò, insieme al 39° Reggimento Fanteria "Bologna" di cui era caporale, alla guerra d'Africa Settentrionale e dopo due giorni dall'inizio della battaglia della Marmarica (18 novembre – 9 dicembre 1941), il 20 novembre 1941 morì in combattimento a Sidi Rezegh, in Libia. Gli venne conferita la Medaglia d'Argento alla memoria, sul campo, dalle supreme autorità all'uopo delegate e l'onorificenza fu stata registrata con Decreto Regio il 2 febbraio 1943 e firmata il 20 aprile 1943 dall'allora ministro segretario di Stato per gli Affari della guerra Benito Mussolini.