Il Tar di Latina accoglie la richiesta di sospensiva presentata da Italia Nostra e stoppa l'approvazione del piano di caratterizzazione della Paguro per i terreni in via Savuto, in attesa della discussione fissata per il 20 novembre. L'associazione ambientalista di Aprilia, presieduta da Giulietta Emiliani, ha infatti presentato un ricorso per chiedere l'annullamento del verbale di determinazione 477 del 2 ottobre 2019 nel quale il Comune di Aprilia ha dichiarato conclusa la conferenza dei servizi, dando il via libera all'intervento di pre-bonifica finanziato dalla società riconducibile alla famiglia Altissimi, proprietaria del terreno in zona La Gogna dove - nel 2016 - presentò un progetto per realizzare una discarica.  Atti (il verbale di determinazione e l'indizione della conferenza dei servizi) che sono stati impugnati perché ritenuti gravemente illegittimi dall'associazione di Aprilia, che nutre: «seri e fondati dubbi timori che l'attività di caratterizzazione venga eseguita in modo corretto e conforme alla vigente normativa ed al principio di precauzione, con seri rischi per l'ambiente e la salute pubblica». Per Italia Nostra, assistita nel procedimento dell'avvocato Massimo D'Ambrosio, ci sono diverse illegittimità: il mancato rispetto del termine dei 90 giorni per dichiarare conclusa la conferenza dei servizi asincrona (il Comune prima dell'ok ha fatto trascorrere solo 40 giorni); il mancato rispetto delle integrazione richiesta da Arpa Lazio in fase di conferenza dei servizi la mancata acquisizione dei pareri degli enti chiamati a esprimersi. «Il piano di caratterizzazione della Paguro - spiegano - non dà alcuna garanzia di efficacia in quanto non sono state attuate le integrazioni richieste da Arpa Lazio nel parere reso, che tuttavia il Comune nella determinazione conclusiva, ha qualificato come parere positivo senza condizioni di prescrizioni, non preoccupandosi della mancata ottemperanza alla richiesta di integrazione. Inoltre non sono stati acquisti i pareri in materia ambientale e sanitaria della Regione Lazio, della Provincia e dell'Asl».

L'accusa al Comune: conferenza conclusa in fretta
Nel ricorso vengono lanciate accuse anche nei confronti del Comune di Aprilia, che ha qualificato la mancata trasmissione dei pareri come silenzio-assenso, quando invece non erano scaduti i termini di legge. «Nella sostanza il Comune - continuano - ha sbrigativamente approvato un piano di caratterizzazione di un sito contaminato, non acquisendo nessun parere ambientale o sanitario, tranne quello di Arpa che tuttavia chiedeva integrazioni documentali e progettuali in mancanza dei quali era ragionevolmente impossibile concludere la conferenza dei servizi in senso positivo».

Lo stop del Tar di Latina: «Bisogna approfondire»
E lo scorso 31 ottobre il Tribunale amministrativo ha accolto la domanda cautelare, sospendendo il provvedimento di approvazione del piano fino alla discussione fissata per il 20 novembre. «Si è rilevata - si legge nel decreto del presidente Antonio Vinciguerra - la necessità di approfondimenti in ordine alla completezza delle attività istruttorie preliminari all'approvazione del piano di caratterizzazione e, nelle more, la necessità di un intervento cautelare in considerazione dell'imminente avvio delle operazioni esecutive del piano (4 novembre)». Questo stop dunque blocca anche l'intervento di caratterizzazione, che sarebbe dovuto partire proprio oggi. Una prima vittoria per Italia Nostra, preoccupata che quei lavori di pre-bonifica - finanziati da un privato - siano in realtà un'azione prodromica per ottenere il via libera alla discarica a La Gogna.