A giudicare dagli annunci ripetuti degli anni scorsi sulla funzionalità e sulla riapertura del teatro, il 2020 avrebbe dovuto rappresentare l'anno della ripresa, di una stagione con i fiocchi e della ripartenza certa e di slancio di quella cultura ufficiale rappresentata dal D'Annunzio, un gioiello caduto in disgrazia per troppo tempo. Eppure non sarà questo il copione messo in scena sul nuovo palco per l'anno nuovo, sarà piuttosto quello di un cantiere aperto, con lavori che sembrano infiniti e con un teatro che, a giudicare dalle opere messe in atto, non ha mai avuto un impianto in regola. Non si può spiegare altrimenti il susseguirsi di interventi che da due anni a questa parte si svolgono all'interno della struttura di via Carlo Alberto che non riesce a riaprire i battenti, perché mai a posto con la normativa sulla sicurezza. A settembre la Scia anti incendio doveva essere un ostacolo già superato, nonché l'ultimo, ma il sopralluogo dei vigili del fuoco non era stato risolutivo perché mancavano delle certificazioni relative agli impianti elettrici e all'omologazione delle poltrone del teatro, cioè i documenti che attestano si tratti di arredi costruiti con materiale ignifugo. Ma se l'assessore ai lavori pubblici assicura che quegli interventi sono stati fatti, la quadra ancora non può essere raggiunta. E il Comune ha dovuto deliberare nuovi lavori, fissati con determina a contrarre del dirigente Micol Ayuso e del valore di 30mila euro, per realizzare un nuovo anello esterno di adduzione della rete idranti anti incendio del teatro. Il problema è sorto perché - come spiega l'assessore e come si legge in determina - a seguito nella messa in esercizio del nuovo gruppo di pompaggio idrico antincendio si è aperta una grossa perdita sull'anello idrico esistente nella parte interrata dell'impianto, un impianto realizzato contestualmente alla realizzazione dell'edifico e che non permette di garantire la portata e la pressione prevista dalla legge. Le operazioni di individuazione della perdita lungo la linea di adduzione dell'acqua presuppongono scavi per tratti di tubazione escludendo via via quella non compromessa e la linea in alcuni tratti non è visionabile ed ispezionabile, per questo si procederà con il nuovo lavoro. Quando è stata fatta la rete integrativa del nuovo impianto sono stati riscontrati i guasti al momento di metterla in pressione ed è sorto il problema che richiede, dunque, nuovi lavori. Ma non solo, i problemi più gravi in questo momento si concentrano sulla copertura del D'Annunzio, compromessa dal maltempo di novembre e dicembre. «Probabilmente questo teatro non è mai stato aperto con gli impianti in regola - spiega l'assessore - perché se oggi bisogna mettere mano continuamente a queste cose non sono mai state sistemate a dovere in passato. Si lavora senza sosta, ma le criticità riscontrate sono tante. Sono state effettuate le prove di resistenza al fuoco dei materiali, ma oggi scopriamo che anche il cupolino del foyer ha dei problemi perché le norme sono diventate più rigide e stringenti, se avessero effettuato le certificazioni anti incendio a tempo debito, oggi non ci troveremmo a fare tutto daccapo». Senza contare, poi, che si dovrà procedere ai lavori sulla sala conferenze e poi sul teatro Cafaro, altri due tasselli importanti per quella cultura rimasta orfana dei suoi luoghi. Ma la strada è ancora lunga, e la priorità, ora, resta il D'Annunzio.