Dalle 14 di oggi non nasce più alcun bambino negli ospedali "Riuniti" di Anzio e Nettuno e nell'ospedale "Paolo Colombo" di Velletri. Il direttore generale della Asl Roma 6 Narciso Mostarda e il direttore sanitario Mario Ronchetti hanno infatti comunicato con una nota la decisione straordinaria di accorpare i punti nascita di Anzio e Velletri a quello dell'ospedale dei Castelli. Nella lettera si evidenzia come la scelta sia legata all'epidemia di Coronavirus e abbia un carattere «straordinario e limitato all'emergenza in atto» per «ridurre al minimo il rischio infettivo del percorso nascita».
Queste motivazioni, però, non hanno impedito ai sindaci di Anzio e Nettuno di insorgere: «La chiusura del Reparto di Ostetricia e Ginecologia del nostro Ospedale è un atto che ci amareggia molto e che priva il nostro territorio di altre importanti prestazioni sanitarie. Inoltre, in un momento drammatico come quello che stiamo vivendo per far fronte al Coronavirus, come ho segnalato nei giorni scorsi agli enti preposti, sarebbe opportuno attivare subito nuovi servizi presso l'Ospedale Militare di Anzio, struttura pubblica potenzialmente operativa, con ben cento posti letto disponibili - ha affermato il sindaco di Anzio, Candido De Angelis -. Non è questo il momento delle polemiche, ma delle scelte coraggiose, che dobbiamo attuare tutti insieme, a tutela della salute delle persone».
Così, invece, si è espresso Alessandro Coppola, sindaco di Nettuno: «Ho appreso questa mattina e con stupore la disposizione provvisoria di chiusura dei reparti di Ostetricia, Ginecologia e Pediatria degli ospedali Riuniti di Anzio e Nettuno da parte della Asl e del direttore Narciso Mostarda. Capisco la situazione di emergenza meglio di chiunque, dovendo prendere ogni giorno decisioni importanti per un'intera comunità: i sindaci sono tutti in prima linea per fronteggiare la possibile diffusione del Coronavirus, ma questa scelta non mi piace e non la posso condividere. Era quantomeno doveroso essere interpellati prima di arrivare alla chiusura, anche alla luce dei quotidiani contatti con la Asl e con Mostarda per aggiornarci sui contagi del territorio. Se fossimo stati interpellati prima, insieme al sindaco di Anzio avremmo avuto modo di fare presente con forza, e intendiamo farlo comunque ora, delle soluzioni alternative e più valide alla chiusura dei reparti del nostro ospedale per sopperire alla carenza di posti letto e di personale. Appoggio pienamente la proposta del sindaco di Anzio Candido De Angelis di mettere a disposizione l'intera struttura dell'Ospedale Militare che potrebbe offrire oltre 100 posti per la situazione di emergenza, piuttosto che chiudere, seppur temporaneamente, due reparti fondamentali per le nostre comunità che si troveranno sprovviste di un servizio essenziale».
Diversa, invece, la posizione del sindaco di Velletri, Orlando Pocci: «La notizia della sospensione del Punto nascita dell'ospedale di Velletri, temporaneamente trasferito all'Ospedale dei Castelli, ha destato ragionevole preoccupazione. Nel pomeriggio ho preteso dalla Asl Roma 6 una lettera d'impegno nella quale i vertici dell'azienda sanitaria hanno confermato che si tratta di un provvedimento eccezionale e che al termine dell'emergenza tutto sarà ristabilito. Combatto quotidianamente per la difesa dell'ospedale, ma credo che in questo momento così difficile sia necessaria la collaborazione tra le istituzioni».