Un parco fotovoltaico da 927 kilowatt di potenza, da realizzare su un terreno di due ettari per metà a destinazione agricola e per metà a destinazione industriale, situato nei pressi della centrale Turbogas di Campo di Carne. Se autorizzato, si tratterebbe del terzo progetto simile in pochi mesi contestualizzato alla periferia di Aprilia, dopo quello in attesa di autorizzazione della Econtaminazione e quello di notevoli dimensioni autorizzato dalla Regione alla Stn e ora in attesa di giudizio da parte del Tar dopo che il Consiglio dei Ministri ha cercato di bloccarne la prosecuzione.
Questa volta è Sorgenia a voler investire sull'energia pulita, chiedendo di poter realizzare su terreni di sua proprietà un impianto a terra per produrre 676 Kwp di energia, mentre la restante parte dei pannelli verrebbe realizzata su alcuni edifici di proprietà, evitando in questo caso nuovo consumo di suolo. Va in questa direzione l'istanza di assoggettabilità al procedimento di Via presentato il 30 marzo scorso dal procuratore speciale di Sorgenia Renewables srl alla Direzione Regionale Politiche Ambientali e Ciclo dei rifiuti della Regione Lazio. Come si evince dalla relazione tecnica, trattandosi di un impianto inferiore a 1 MW, non ricade tra le categorie di impianti alle quali la normativa impone la procedura di Valutazione di Impatto Ambientale. Tuttavia Sorgenia ha deciso di utilizzare un'ulteriore cautela perché il parco solare sorgerebbe appena ad un chilometro di distanza da un impianto di ben più vasta portata, della potenza di 9,1 mw. Paradossalmente proprio la vicinanza con l'impianto da 9,1 mw che occupa 14 ettari di terreno agricolo vincolato a Campo di Carne e ricade all'interno di un'area individuata come parchi archeologici e culturali, a detta di Sorgenia rende l'area industriale individuata adatta alla produzione di energia. «Il progetto in esame – specifica infatti la società– non peggiora lo stato ambientale e paesaggistico dell'area circostante la centrale termoelettrica. L'installazione dell'impianto fotovoltaico in questa porzione di territorio, già fortemente utilizzata ai fini industriali e soprattutto energetici, risulta più opportuna rispetto a un insediamento in altro sito, dove potrebbe verificarsi un significativo peggioramento delle componenti ambientali e paesaggistiche sopra descritte».
Il vantaggio per la parte pubblica e per la collettività sarebbe quello di veder realizzate lungo la via Nettunense centraline di ricarica veloce per le auto elettriche, alimentate proprio grazie alla cessione parziale dell'energia prodotta dal fotovoltaico, così da favorire il processo di transizione verso la mobilità sostenibile. In cambio Aprilia dovrà accettare un ulteriore consumo di suolo, circa due ettari a destinazione agricola, dove verrebbero installati non solo 2 mila 261 moduli e 26 moduli di inseguitori solari di ultima tecnologia, ma anche una nuova linea elettrica in media tensione, che permetterà di allacciare l'impianto alla rete elettrica nazionale tramite la costruzione di una nuova cabina utente di media tensione, posta nei pressi della cabina esistente e a servizio della centrale termoelettrica. Una centrale contestatissima, che dalla nascita lavora al minimo delle sue capacità di produzione di energia, ma questo non sembra aver dissuaso Sorgenia a investire ancora sull'energia pulita nel territorio di Aprilia.