La Corden Pharma entra ufficialmente in regime di concordato, avendo il Tribunale di Latina avallato il piano che prevede il soddisfacimento totale dei crediti privilegiati e il «soddisfacimento parziale dei crediti chirografari nella misura del 25% nello scenario più verosimile». Salvi per ora i 300 posti di lavoro, mentre restano da seguire due vicende non ritenute ostative ai fini dell'omologa della proposta concordataria avanzata lo scorso autunno e approvata dalla maggioranza dei creditori lo scorso 22 dicembre. Il perno più importante attorno al quale ruota la decisione è un contratto di acquisito da parte della Itelyum Purification, attuale affittuario e probabile futuro acquirente della piattaforma ecologica di Corden Pharma. Per quanto riguarda i debiti verso i lavoratori, coloro che vantano retribuzioni pregresse o che sono inseriti nelle procedure di licenziamento, e che quindi hanno diritto al Tfr, ci sarà un saldo a settembre 2021; per i debiti chirografari sono previste due rate, la prima a giugno 2023 e la seconda a giugno 2024. I flussi di cassa positivi dell'azienda verranno garantiti dalle vendite, nonché dal supporto finanziario della International Chemical Investors Italia Holding tramite la fornitura di garanzie idonee a recuperare il credito Iva della società; c'è inoltre il supporto finanziario pari a 2 milioni di euro della Financiere Victoire Sa. Ad aiutare Corden sono stati peraltro alcuni dei suoi principali clienti che «hanno rivisto in modo positivo i prezzi di fornitura e che assicureranno versamenti a fondo perduto per l'adeguamento degli impianti produttivi e dalla dismissione dei macchinari dell'area Dp Oral Ceph ed Oral Pen al prezzo di 669.460 euro». Quella in essere è una forma di concordato in continuità aziendale che dovrebbe consentire di mantenere i livelli occupazionali modificando la tipologia di produzione, per ottenere gli annunciati maggiori ricavi, passati già anche al vaglio dei commissari nominati dal Tribunale. E poi c'è, appunto, la cessione del ramo d'azienda costituita dalla piattaforma ecologica, contratto legato alla soluzione di contenziosi amministrativi in essere per l'autorizzazione di impatto ambientale; infatti l'offerta è stata aggiornata con le stesse condizioni a giugno prossimo.