Il fatto
23.11.2021 - 09:09
A partire da sabato scorso, cioè da almeno 72 ore, ha intrapreso lo sciopero della fame e della sete per manifestare la sua convinzione che la detenzione a cui è sottoposto sia ingiusta: Gianluca Tuma, in carcere dal 2 novembre scorso con le accuse di intestazione fittizia di beni e tentata estorsione nell'ambito dell'inchiesta denominata «Ottobre rosso», ha deciso che l'unico modo per farsi ascoltare e attirare su di sé l'attenzione dei magistrati sia quello di privarsi di cibo e acqua e mettere a repentaglio il proprio stato di salute.
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