Perdeva sangue dalla bocca e aveva il volto tumefatto. Era sulla sedia a rotelle ma in una posizione diversa rispetto a come l'aveva lasciata. E' questo quello che vede la figlia di Nadia Bergamini quando rientra a casa nell'appartamento di via Casorati vicino al Morbella e trova la madre in una posizione diversa dal solito. E' incosciente. In casa è chiaro che sia successo qualcosa di grave. E' questa l'ultima immagine della donna prima di essere portata in ospedale al Santa Maria Goretti di Latina in codice rosso. Secondo quanto è emerso dalle indagini condotte dalla Polizia, Nadia Bergamini è stata picchiata dal genero Antonino Zappalà, 43 anni di origine siciliana, rimasto solo in casa con la suocera quando all'improvviso si è consumato un dramma.
Intervenuti gli agenti, dopo che la donna era stata portata in ospedale, è emerso che il 43enne non indossava la mascherina e opponeva resistenza ai poliziotti.
Gli investigatori, coordinati dal pubblico ministero Marco Giancristofaro, hanno sequestrato gli abiti che indossava e che sono sporchi di sangue. Anche questi saranno analizzati mentre sarà importante l'esito delle operazioni peritali per accertare la compatibilità delle ferite riportate dalla donna con la condotta di Zappalà che secondo l'accusa ha picchiato la suocera sia con schiaffi che con pugni. I sospetti di una presunta aggressione si sono rivelati fondati per gli inquirenti una volta raccolta anche la testimonianza di una persona: si è trattato di un tassello decisivo che ha permesso di cristallizzare un riscontro molto importante.
Intanto l'autopsia è stata rinviata a domani e sarà eseguita dal medico legale Gianluca Marella.