Il fatto
03.02.2026 - 15:30
La Polizia di Stato di Latina ha eseguito, nella giornata di ieri, una misura cautelare di allontanamento dalla casa familiare con divieto di avvicinamento, nei confronti di un giovane residente in città, classe 2007, gravemente indiziato di comportamenti violenti e vessatori in ambito familiare.
La misura è stata emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Latina, su richiesta della Procura della Repubblica, al termine di un’articolata attività investigativa che ha consentito di ricostruire un quadro di condotte reiterate ai danni della madre.
Le indagini hanno fatto emergere una progressiva escalation di atteggiamenti aggressivi, caratterizzati da insulti, minacce gravi, intimidazioni e pressioni psicologiche continue, oltre a episodi di violenza contro cose con danneggiamenti all’interno dell’abitazione. Una situazione che, nel tempo, ha generato nella vittima un costante stato di ansia e paura, con un concreto timore per la propria incolumità fisica.
In più occasioni si è reso necessario l’intervento delle Forze dell’Ordine e del personale sanitario, anche a causa dell’elevato livello di aggressività manifestato dal giovane e della difficoltà nel controllare le proprie reazioni emotive. Gli elementi raccolti dagli investigatori, supportati da riscontri documentali, registrazioni audio e messaggi, hanno evidenziato un rischio attuale di reiterazione delle condotte.
Alla luce della gravità dei fatti e della necessità di garantire una protezione immediata alla persona offesa, l’Autorità Giudiziaria ha disposto l’allontanamento dall’abitazione familiare e il divieto di avvicinamento ai luoghi abitualmente frequentati dalla madre.
L’intervento si inserisce nel costante impegno della Polizia di Stato nel contrasto alla violenza domestica, attraverso un’azione tempestiva e coordinata con l’Autorità Giudiziaria, finalizzata alla tutela delle vittime e alla prevenzione di ulteriori episodi.
Il procedimento penale si trova nella fase delle indagini preliminari e, come previsto dalla legge, la persona sottoposta a misura cautelare è da considerarsi presunta innocente fino a eventuale sentenza definitiva di condanna.
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