Il fatto
05.02.2026 - 08:00
Fissata per il 19 febbraio l’udienza in Corte d’Appello a Roma per la ricusazione presentata dall’ex vicesindaco di Sabaudia Giovanni Secci nell’inchiesta che lo vede indagato per il caso dei chioschi sul Lungomare. Nei suoi confronti e per due dirigenti comunali, il pm Giuseppe Miliano aveva chiesto gli arresti domiciliari per il reato di turbativa d’asta. La richiesta di ricusazione del giudice per le indagini preliminari Giuseppe Cario che doveva decidere sulla richiesta del magistrato inquirente, era stata presentata da Secci in occasione dell’interrogatorio preventivo che si era svolto lo scorso 20 gennaio in Tribunale. L’ex vicesindaco si era avvalso della facoltà di non rispondere. Saranno i magistrati della Corte d’Appello a decidere.
Nell’inchiesta condotta dai Carabinieri Forestali del Nipaaf e dai finanzieri di Sabaudia viene contestata la turbativa d’asta in merito all’ assegnazione di cinque postazioni. Secondo l’accusa sarebbe stato condizionato l’esito del bando pubblico e in questo modo sarebbe stato danneggiato il ristoratore che se lo era aggiudicato. L’istanza di ricusazione era stata presentata lo scorso 20 gennaio. «Non per fatti di natura personale - aveva detto il legale di Secci, l’avvocato Renato Archidiacono in occasione dell’interrogatorio preventivo del suo assistito - l’istanza di ricusazione l’abbiamo presentata per fatti di natura tecnico processuale perchè secondo noi, poi le valuterà la Corte d’Appello, c’è una motivazione di un provvedimento per l’autorizzazione delle intercettazioni telefoniche nel quale il giudice è andato oltre alla richiesta di provvedimento affermando la sussistenza di gravi indizi».
La Procura di Latina aveva chiesto gli arresti domiciliari per l’ex vicesindaco che nel frattempo aveva presentato le dimissioni da ogni incarico politico e per altri due indagati: l’architetto Giuseppe Caramanica, originario di Formia, difeso dall’avvocato Massimo Signore ed Elisa Cautilli, difesa dagli avvocati Giulio Mastrobattista e Francesco Fedele. I due dirigenti nel corso dell’interrogatorio avevano risposto alle domande del gip respingendo le accuse. Come previsto dalla norma Nordio si era svolto in Tribunale a Latina l’interrogatorio preventivo, nell’inchiesta a piede libero è indagato il sindaco di Sabaudia Alberto Mosca.
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