Abc, altra tegola: si dimette il comitato di sorveglianza
Dimissioni in blocco del Comitato di sorveglianza: scontro politico sulla gestione. Addonizio replica duro: «Noi stiamo difendendo l’azienda e lo dimostrano i fatti»
Scoppia un nuovo caso politico attorno all’Azienda per i Beni Comuni di Latina. Il Comitato di sorveglianza dell’azienda ha annunciato nella tarda serata di lunedì le dimissioni in blocco, aprendo uno scontro durissimo con l’amministrazione comunale. A rassegnare il mandato sono stati Alessandro Loreti, Antonio Formiconi, Laura Ardia, Daniele Mazzoli e Luca Stocco, che in una nota parlano di una scelta “drastica ma inevitabile” di fronte al “muro di gomma” eretto dal Comune di Latina e dall’attuale governance di ABC.
Secondo il Comitato, nonostante lo Statuto attribuisca funzioni precise di monitoraggio e partecipazione, il ruolo sarebbe stato ridotto a una presenza puramente formale. «Le reiterate richieste di confronto inviate ufficialmente al sindaco, all’assessore all’Ambiente e ai vertici di Abc sono state sistematicamente ignorate», si legge nella nota, che denuncia una condizione di marginalizzazione costante. Una situazione che, a giudizio dei dimissionari, sarebbe il riflesso diretto delle indecisioni dell’amministrazione e dei continui scontri interni alla maggioranza, con effetti paralizzanti sulla gestione dell’azienda.
Il passaggio più duro riguarda il futuro di ABC: il Comitato parla apertamente del rischio di un “deliberato depotenziamento”, che starebbe conducendo l’azienda verso un “binario morto”, tra mancanza di investimenti e assenza di una visione chi ara. Una deriva che, secondo i dimissionari, finirebbe per colpire un servizio pubblico essenziale, già gravato da una tassazione sui rifiuti tra le più alte d’Italia. Da qui la decisione di uscire di scena «per non essere complici di un disastro annunciato».
Alle accuse ha replicato con fermezza Franco Addonizio, assessore all’Ambiente del Comune di Latina ed esponente di Noi Moderati. «Non ho mai negato il confronto al Comitato – afferma – e sostenere il contrario significa non dire la verità o dimenticare i numerosi incontri che ci sono stati». Addonizio respinge anche l’ipotesi di un disegno volto a svuotare l’azienda: «ABC è un presidio strategico per la città e deve restare un’azienda pubblica solida. Il nostro impegno a difesa di ABC è dimostrato dai fatti, dagli atti e dalle prese di posizione assunte nel tempo». L’assessore parla di accuse “paradossali” e invita a non usare le dimissioni come strumento per riscrivere la storia o individuare capri espiatori. «Il confronto resta fondamentale – conclude – ma deve poggiare su correttezza e verità. La città merita chiarezza».
Sul caso interviene anche Latina Bene Comune, che legge le dimissioni come l’ennesimo segnale di una crisi profonda. «Cos’altro deve accadere per uscire da questo immobilismo?», chiedono Damiano Coletta ed Elettra Ortu La Barbera.
Per il movimento civico, la sfiducia degli organi di controllo – dal Comitato ai revisori – dimostra che il problema non è più tecnico ma politico, e ricade interamente sulla città. Latina Bene Comune sottolinea come le parole del Comitato confermino una situazione di paralisi, aggravata dalle contraddizioni interne alla maggioranza. Il timore, condiviso anche dai dimissionari, è che l’azienda venga condotta progressivamente allo smantellamento, con effetti diretti sulla qualità dei servizi e sui costi per i cittadini.
«Ignorare questi segnali – concludono – significa essere complici di un disastro annunciato. Latina non può permettersi di perdere la propria azienda pubblica dei rifiuti».