Il fatto
12.02.2026 - 12:00
Inizierà il 21 gennaio 2027 il processo per truffa in danno dello Stato e false attestazioni a carico del consulente finanziario Raffaele Russo, 48 anni, napoletano da anni residente a Latina.
Il rinvio a giudizio è stato deciso ieri mattina dal gup Mara Mattioli per fatti contestati nell’indagine della Guardia di Finanza che portò all’arresto con custodia cautelare in carcere di Russo nel maggio del 2024. Ordinanza emessa su conforme richiesta del sostituto procuratore Giuseppe Miliano. L’indagato era già finito due anni prima al centro di un’operazione delle Fiamme Gialle denominata «Home Banking».
Secondo le accuse contenute in questo procedimento, nel quale Russo è difeso dall’avvocato Giancarlo Vitelli, la truffa avvenne attraverso quattro società di consulenza imprenditoriale e gestionale, di cui era titolare di fatto. Il consulente emise fatture a soggetti con partita Iva per poter dimostrare che il periodo della pandemia e il conseguente blocco dell’attività gli aveva causato un danno e ciò gli consentì di accedere al bonus pubblico per un totale di 40mila euro; in ciò si sarebbe concretizzata la contestata truffa allo Stato.
Raffaele Russo nell’arco di tre anni tra il 2019 e il 2022, avrebbe emesso decine di fatture false, ovvero per operazioni inesistenti, attraverso alcune società, una della quale era direttamente titolare, altre da lui controllate sebbene amministrate formalmente da altri soggetti, con lo scopo di simulare una situazione reddituale elevata, tale da garantire disponibilità finanziarie da impiegare nelle proprie attività illecite.
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