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Il fatto

Abusi per l’Istituto «Sani», la Provincia deve pagare

In Appello ribaltato il giudizio di primo grado sul risarcimento alla società Aster

Abusi per l’Istituto «Sani», la Provincia deve pagare

La Corte d’Appello, con sentenza pubblicata due giorni fa, ha ribaltato l’attribuzione del risarcimento dei danni causati dalla costruzione (sbagliata) dell’Istituto «Sani» alla società Aster Costruzioni Edili srl.

Quest’ultima avrebbe dovuto costruire un immobile che era in qualche modo la «continuità» dell’abbattuto ex Icos ma non le fu possibile e per questo aveva ottenuto un risarcimento pari a 1,6 milioni di euro dalla Provincia di Latina in quanto fu quell’ente a sbagliare il progetto di costruzione della scuola, sforando nell’area su cui Aster aveva ottenuto altra legittima concessione edilizia per un centro commerciale e di servizi.

Ma l’amministrazione provinciale, a sua volta, ottenne che metà del risarcimento, 800mila fossero in capo al Comune di Latina. Adesso la Corte d’Appello ha ridefinito le responsabilità attribuendo l’intera somma risarcitoria in capo all’amministrazione provinciale di Latina, la quale peraltro aveva già ottenuto 800mila euro dal Comune a seguito di una formale intimazione del 2023; di fatto, ora quei soldi dovrebbero rientrare nelle casse dell’ente di piazza del Popolo.

La vicenda è molto datata, come altre storie di urbanistica fantasiosa. L’Aster Costruzioni (nel mentre finita in liquidazione), rappresentata dall’avvocato Giorgio Marino, il 18 giugno 1991 ottenne una concessione edilizia dal Comune per realizzare un edificio commerciale nell’ambito del Piano particolareggiato del centro direzionale.

Quattro anni prima, nel 1987, la Provincia aveva a sua volta ottenuto dal Comune la concessione per realizzare un edificio scolastico, il «Sani», appunto, ma i lavori di costruzione si bloccarono nel 1989 e furono ripresi a novembre del 1991 in seguito a variante.

La società Aster iniziò i lavori del centro commerciale a giugno del 1992 e li sospese ad aprile del 1995 perché si accorse la scuola era stata tirata su ad una distanza inferiore a quella prevista; per tale ragione ottenne una variante che le consentiva di realizzare una volumetria inferiore a quella prevista nel ‘91.

Di qui l’inizio del contenzioso per il risarcimento nel quale si sono costituiti la Provincia tramite l’avvocato Pierluigi Avallone e il Comune con l’avvocato Francesco Cavalcanti.

In primo grado il Tribunale di Latina, sulla base di una consulenza tecnica, riconobbe i danni subiti dalla Aster per la ridotta possibilità di edificare, come invece stabilito in una regolare concessione del 1991, e quantificò il danno totale in un milione e 543mila euro, attribuendo altresì al Comune di Latina la «responsabilità concorrente di aver ratificato l’operato della Provincia, assentendo i progetti non conformi alla normativa di settore»; per questo lo stesso verdetto stabiliva che il Comune dovesse rifondere alla Provincia metà della somma risarcitoria, ossia 771mila euro, denaro che il Comune ha già trasferito con gli interessi.

In Appello però sempre il Comune ha eccepito sulla competenza per materia, sostenendo che la Provincia non poteva rifarsi sul Comune per un suo errore; per contestare la doppia licenza edilizia sulla stesa area doveva rivolgersi al Tar. Eccezione accolta dai giudici di secondo grado che dunque rimandano ad una eventuale impugnazione al Tar la valutazione della legittimità delle due licenze edilizie, anzi della seconda. Come si sa, nel frattempo l’ex Istituto Sani è stato trasferito nella proprietà del Ministero dell’Interno quale sede di vigili del fuoco.

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