Il caso
11.03.2026 - 07:30
Nell’indagine Free Beach si è consumato uno scontro velenoso tra l’allora procuratore aggiunto Carlo Lasperanza e gli aggiunti che seguivano l’inchiesta ma anche con il Procuratore capo dell’epoca, Giuseppe De Falco. La vicenda è emersa il 3 marzo scorso nell’ambito dell’esame di Lasperanza davanti al Consiglio Superiore della Magistratura dove il magistrato che ha operato per molti anni a Latina si deve difendere dall’accusa di incompatibilità ambientale contestata dal procuratore generale Elisabetta Ceniccola in seguito all’esposto depositato nel 2023 da De Falco e che contiene, tra l’altro, dei passaggi su come venne trattata la posizione dell’europarlamentare Nicola Procaccini, già sindaco della città e che nei giorni scorsi ha, a sua volta, pubblicato un video che riprende quella storia come una delle disavventure giudiziarie che possono capitare in Italia.
L’ex procuratore aggiunto ha poi spiegato che: «Io ho sempre accettato il fatto di aver svolto per molti anni il ruolo di sostituto, per tantissimi anni. Non ricordo particolari contrasti con il procuratore: io esprimevo la mia opinione, poi, se veniva accolta, bene; se invece si decideva di non portarla avanti, rimanevo comunque al mio posto. Di certo non mi sono mai sottratto alla responsabilità dicendo: “Io non ero d’accordo con voi e quindi mi tiro fuori”. Questa è la richiesta firmata per l’onorevole Procaccini, sottoscritta da tutti noi. Ovviamente manca la firma del procuratore, che è sempre stato dietro a questo fascicolo. La firma l’abbiamo messa noi».
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