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Il caso

Indagine Free Beach, Lasperanza al Csm: «Procaccini indagato senza elementi»

Davanti al Csm l’ex aggiunto Carlo Lasperanza parla dell’inchiesta su Nicola Procaccini e afferma che contro l’europarlamentare «c’era poco o niente e ciò nonostante si andò avanti»

Indagine Free Beach, Lasperanza al Csm: «Procaccini indagato senza elementi»

Nell’indagine Free Beach si è consumato uno scontro velenoso tra l’allora procuratore aggiunto Carlo Lasperanza e gli aggiunti che seguivano l’inchiesta ma anche con il Procuratore capo dell’epoca, Giuseppe De Falco. La vicenda è emersa il 3 marzo scorso nell’ambito dell’esame di Lasperanza davanti al Consiglio Superiore della Magistratura dove il magistrato che ha operato per molti anni a Latina si deve difendere dall’accusa di incompatibilità ambientale contestata dal procuratore generale Elisabetta Ceniccola in seguito all’esposto depositato nel 2023 da De Falco e che contiene, tra l’altro, dei passaggi su come venne trattata la posizione dell’europarlamentare Nicola Procaccini, già sindaco della città e che nei giorni scorsi ha, a sua volta, pubblicato un video che riprende quella storia come una delle disavventure giudiziarie che possono capitare in Italia.


Nello specifico Lasperanza dice: «Per me mettere dentro un processo un politico è un qualcosa che frena il processo e siccome abbiamo poco o niente su questo signore io lo lascerei perdere.. alla fine quando è uscita la notizia sul coinvolgimento di Procaccini, lui si arrabbiò anche perché una posizione uguale alla sua era stata giudicata dal Tribunale del Riesame che l’aveva annullata completamente dicendo che non c’era nulla». Lasperanza chiese a De Falco di sentirlo e il procuratore disse a Lasperanza che doveva sentirlo lui. «Gli elementi a suo carico erano quasi nulla» ma comunque fu sentito.

L’ex procuratore aggiunto ha poi spiegato che: «Io ho sempre accettato il fatto di aver svolto per molti anni il ruolo di sostituto, per tantissimi anni. Non ricordo particolari contrasti con il procuratore: io esprimevo la mia opinione, poi, se veniva accolta, bene; se invece si decideva di non portarla avanti, rimanevo comunque al mio posto. Di certo non mi sono mai sottratto alla responsabilità dicendo: “Io non ero d’accordo con voi e quindi mi tiro fuori”. Questa è la richiesta firmata per l’onorevole Procaccini, sottoscritta da tutti noi. Ovviamente manca la firma del procuratore, che è sempre stato dietro a questo fascicolo. La firma l’abbiamo messa noi».

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