Alcuni aspetti ancora da chiarire e due certezze: un morto e due denunciati in stato di libertà per omicidio preterintenzionale in concorso. Non è stata una notte tranquilla quella tra sabato e domenica in territorio apriliano.
Secondo la ricostruzione dei carabinieri del Reparto territoriale guidato dal tenente colonnello Riccardo Barbera - le cui indagini sono state coordinate dal sostituto procuratore Giuseppe Miliano - erano circa le 2.00 quando ai militari dell'Arma arriva una segnalazione da parte di un abitante della zona di via Guardapasso, preoccupato da una Renault Megane con targa straniera e con diverse persone a bordo che si aggirava in zona, secondo il cittadino, troppo lentamente per non destare sospetti, come se chi era a bordo stesse perlustrando la zona per poi mettere a segno un furto. Dopo questa telefonata ne arrivano altre ai militari di stanza in via Tiberio: alcuni residenti hanno infatti iniziato a seguire la Renault Megane, che nel frattempo ha lasciato la zona forse per aver attirato troppo l'attenzione, avvertendo i carabinieri dei diversi spostamenti. A questo punto parte la ricerca dei militari dell'Arma che ritrovano la vettura in via Nettunense, all'altezza della stazione ferroviaria di Campo di Carne dove la Renault Megane è finita fuori strada. Sull'asfalto c'è un uomo che i carabinieri identificano in Zaitouni Hady, 43enne di nazionalità marocchina e già noto alle forze dell'ordine. Vicino al corpo uno zaino con arnesi da scasso.
Sul posto ci sono anche due residenti di via Guardapasso, un 46enne e un 43enne, entrambi incensurati: uno dei due aveva telefonato ai carabinieri per dare indicazioni sull'auto in fuga. I militari trovano anche delle impronte sul terreno circostante a conferma che erano presenti, fino a qualche attimo prima, anche altre persone poi allontanatesi. C'erano altri residenti oltre ai due uomini? E chi c'era nella Renault Megane (che al momento in cui scriviamo non è chiaro se sia stata rubata) insieme al nordafricano? L'arrivo di un'ambulanza del 118 ha invece confermato il decesso dell'uomo, probabilmente a causa di un trauma. Sarà l'autopsia a chiarire le cause esatte della morte del 43enne, anche se le indagini dei carabinieri avrebbero escluso l'utilizzo di armi.
Indagini che, durante la giornata di ieri, hanno portato i militari alla denuncia - e non al fermo perché non sussisterebbe il pericolo di fuga - dei due residenti presenti sul luogo dell'incidente: gli indizi a loro carico sono arrivati dai filmati delle telecamere di sorveglianza di alcune attività commerciali e da diverse testimonianze di persone presenti sul posto e che non hanno potuto negare l'evidenza delle riprese. Uno degli indagati, che si era reso irreperibile nelle ore seguenti, si è poi costituito. Tutti e due si sono difesi dicendo di non aver mai avuto una colluttazione col marocchino.
Le indagini sull'episodio proseguono serrate e ad ampio raggio: troppi gli aspetti rimasti oscuri e che si sta cercando di chiarire anche con il supporto di altre testimonianze.

All'esito delle indagini condotte sul decesso occorso questa mattina in Aprilia, sono stati denunciati in stato di libertà, per omicidio preterintenzionale in concorso, due Italiani del luogo, incensurati, quarantenni. Gli indizi a loro carico sono emersi dapprima dalla visione di telecamere di videosorveglianza, quindi da testimonianze di persone presenti, impossibilitate a negare davanti all'evidenza. Uno degli indagati era rimasto sul luogo del fatto, l'altro, resosi irreperibile e saputo che veniva cercato, si è infine costituito.
La vittima è stata identificata in un Marocchino di 43 anni con precedenti di polizia. Aveva con sé uno zaino con arnesi da scasso.

di: La Redazione