Sono andati via da qualche giorno e con informazioni archeologiche importanti Francesca Diosono e Paul Scheding, i due archeologi dell'Università di Monaco che dirigono un progetto triennale dell'istituto tedesco sui santuari del Lazio. Hanno coordinato per oltre un mese gli scavi dell'equipe di studenti nell'area del "piccolo tempio", all'interno dell'area nota come del Tempio di Giove Anxur. Proprio il "piccolo tempio", quasi sconosciuto al pubblico se non grazie all'attrattiva del grande, è il protagonista degli scavi: è precedente non solo al suo "gemello" più famoso, ma è anche il più antico del Lazio conosciuto. Risale al II secolo a.C. Una sorpresa. Ma alla scoperta si aggiunge scoperta. I due archeologi tendono infatti a parlare di «un'area dei templi», al plurale. Perché oltre al "piccolo" e al "grande" si scorgono i resti di un altro tempio, in cima al Monte Sant'Angelo e ancora quelli di un monastero medievale dedicato a San Michele Arcangelo (che dà il nome al monte), databile al IX secolo d.C. e crollato probabilmente nel XVI secolo. Fu parzialmente ricostruito negli anni Ottanta ma in modo dozzinale, in pietra e cemento, con la realizzazione di alcuni muretti. Gli archeologi hanno riportato alla luce un frantoio, il luogo dove i monaci producevano olio. «In grosse quantità, da quello che abbiamo potuto constatare», ci dice Francesca Diosono.

E ancora non è tutto. Perché su questo «monte dei templi» sono riemerse tracce di attività umane che risalgono a ben oltre: si va indietro fino al IX secolo a.C., forse siamo davanti ai resti più antichi della storia di Terracina, ceramiche attribuite al periodo tra il IX e il VII secolo avanti Cristo. «Si torna a scavare su quest'area dopo circa cento anni» spiega l'archeologa. «Noi siamo specializzati in architettura romana repubblicana, e questo che stiamo ricostruendo è il santuario più antico e meno conosciuto. Guardava alla città, e alla via Appia, su questo modello è nato il Grande tempio, che guarda il mare. Ma come sempre accade in archeologia, siamo di fronte all'imprevedibile. Sono scoperte di importanza nazionale, non solo perché finalmente abbiamo una ricostruzione moderna e completa del santuario a terrazze più antico del mondo romano. Ma anche perché sarà interessante studiare il monastero Medievale che risale al IX secolo. Altre aree di culto potrebbero sorgere». Insomma, non è finita qui. La squadra di Diosono e Scheding tornerà la prossima primavera. E saranno ancora scoperte.