Oltre 1.500 reati ambientali accertati, più di 81 mila controlli effettuati e un’attività repressiva in costante aumento. È il quadro che emerge dal bilancio operativo dei Carabinieri Forestali del Lazio relativo al 2025, presentato a Roma dal comandante regionale Gianpiero Andreatta. Numeri che fotografano un territorio ancora fortemente esposto a fenomeni di illegalità ambientale, dall’abbandono dei rifiuti agli incendi boschivi, passando per abusi edilizi, inquinamento e violazioni dei vincoli paesaggistici.
Nel corso dell’anno i militari hanno eseguito 81.310 controlli, contestando 1.530 reati penali e 2.586 illeciti amministrativi, con sanzioni per oltre 1,5 milioni di euro. Controllate quasi 18 mila persone, con 8 arresti, 1.323 denunce, 380 sequestri penali e 94 amministrativi. Un dato significativo riguarda l’aumento del 5% dei reati rispetto all’anno precedente, con una crescita marcata dei casi attribuiti ad autori identificati.
Il settore più critico resta quello dei rifiuti, che da solo concentra quasi il 50% dell’attività repressiva. Nel 2025 sono stati effettuati 9.259 controlli, accertati 524 reati, arrestate 5 persone e denunciate 641, con 168 sequestri penali. Un impegno rafforzato soprattutto contro l’abbandono incontrollato e i cosiddetti “roghi tossici”, pratica illegale utilizzata per smaltire materiali speciali e pericolosi.
Ampia anche l’azione sul fronte dell’inquinamento di suolo, aria e acque, con 1.501 controlli, 106 reati e sanzioni per quasi 190 mila euro. Ma il comparto che ha richiesto il maggior sforzo operativo è stato il controllo del territorio: 42.514 verifiche tra vincoli idrogeologici, edilizia, attività estrattive e gestione forestale, con 298 reati e oltre 900 illeciti amministrativi.
Particolarmente delicato il capitolo incendi boschivi, che vede la provincia di Latina in prima linea. Nel 2025 nel Lazio si sono registrati 304 incendi, di cui 149 nel Pontino e 93 nel Frusinate, concentrati soprattutto nei mesi estivi. I Carabinieri Forestali hanno effettuato 2.630 controlli, denunciato 31 persone e contestato 262 illeciti amministrativi. Fondamentale l’utilizzo del Metodo delle evidenze fisiche, che consente di individuare il punto di innesco degli incendi e risalire alle responsabilità.
Non manca l’attenzione alla tutela degli animali, con oltre 9.200 controlli, 123 reati accertati e 533 sanzioni, così come alla prevenzione dei bocconi avvelenati grazie all’unità cinofila antiveleno, impegnata in 87 interventi. Accanto alla repressione, resta centrale anche il lavoro di educazione ambientale, svolto nelle scuole e nelle comunità locali.
Un bilancio che evidenzia come la difesa dell’ambiente resti una sfida quotidiana, soprattutto in territori fragili come il Lazio e la provincia di Latina, dove illegalità e rischio ambientale continuano a intrecciarsi.
Edizione Digitale