Non è solo il mitico Bar Mario di San Martino in Rio citato da Liguabue in “Certe Notti”, né il Caffè Porto Franco dei “Quattro amici al bar” di Gino Paoli o il Roxy di uno dei più grandi successi del Blasco.
Bar nella musica è anche ambientazione, sono storie, malinconie, abitudini, cigarettes and coffee, intimità e aggregazione. Ciò che troveremo nel “Bar Califfo” che l’Orchestraccia sta per portare sul paco del Teatro D’Annunzio di Latina, è un tributo poetico e scanzonato e affettuoso a Franco Califano e alla sua grande musica. Ambasciatori riconosciuti della musica popolare in Italia, i componenti della band capitanata da Marco Conidi, narrano aneddoti e cantano successi in un’atmosfera coinvolgente da osteria anni ‘70.
È un tributo molto personalizzato quello ideato dal gruppo fondata nel 2010 da attori e musicisti desiderosi di unire le proprie esperienze reciproche alla ricerca di una forma innovativa di spettacolo. «Ci siamo chiamati l’Orchestraccia per una sorta di cialtronaggine che ci contraddistingue - ci raccontavano qualche tempo fa -, e sotto questo aspetto siamo molto ironici. Di solito le orchestre sono pompose ed autoreferenziali, noi siamo con undici elementi più i tecnici una specie di Ufficio di Collocamento dello Spettacolo, e abbiamo trovato un termine popolare come la natura che ci contraddistingue».
La tournée di Bar Califfo è partita lo scorso novembre dal Teatro Olimpico e ha registrato fino ad ora ottimi numeri. Leggiamo sulle note della Vendieci, l’agenzia di Vincenzo Berti e Gianluca Bonanno cui è affidata la distribuzione di “Bar Califfo” e l’organizzazione dell’evento nell’ambito della stagione “Liberi di scegliere” del Teatro Gabriele D’Annunzio: “Alcuni loschi figuri si aggirano in un bar intitolato al loro mito, il Bar Califfo. Un locale dedicato a Franco Califano e alle sue canzoni e a ciò che ha ispirato questi loschi figuri che altro non sono che quegli splendidi cialtroni dell’Orchestraccia. C’è chi millanta di avergli fatto da autista, chi ha il dubbio di essere un suo figlioccio illegittimo. Altri hanno passato serate in osteria con lui. Ognuno ha una canzone che ha ispirato un’altra canzone dell’Orchestraccia”.
Tra note, teatro, ironia, energia, emozioni, rock, pop, ska e ritmi latini, il Bar Califfo apre a tutti e ha il sapore buono delle cose autentiche, proprio come nello stile dell’Orchestraccia che coglie un pretesto narrativo per accompagnare il pubblico nel cuore di un repertorio unico e indimenticabile, da “Roma nuda” a “Minuetto”, a “L’ultimo amico va via”, e per raccontare come Califano abbia influenzato anche la loro scrittura. Lo spettacolo, fissato per le ore 21, è prodotto da Fabio Censi. L’invito è ad esserci. In tanti. Tutto il resto... è noia.