È naturale quando una persona conosciuta e amata se ne va per sempre ricorrere al suo ricordo in presenza più vicino. Ed è naturale anche per Nino Bernardini, attore e regista di Latina, appena saputo della scomparsa di Lina Bernardi, con la quale ha condiviso tante volte il palcoscenico, da inizio anni Settanta fino a qualche tempo fa. “Stava già poco bene, per i salti che la sua memoria compiva, ma appena ci siamo incontrati, quasi quattro anni fa, subito mi ha detto: ‘Noi dobbiamo fare un recital di poesie’. Abbiamo continuato a parlare, anche se ogni tanto mi faceva domande un po’ fuori luogo, come se non mi conoscesse - racconta Nino Bernardini -. Mi sono detto imperativamente che dovevo fare qualcosa. E l’occasione è arrivata poco dopo, con le ‘Serate d’autore’ organizzate da Giulia Salvagni presso La Bella Lisa a Bassiano. Ho scritto un testo: un percorso tra me e lei che potesse fare da scudo alle sue eventuali dimenticanze (la serata si tenne il 28 luglio 2022, e ad accompagnarli c’era Patrizia Pastore con la sua chitarra ndr). Lei sembrava rinata, e io ero felice di aver risposto a quello che avevo sentito come un grido di richiesta d’aiuto. Quando si ama in quel modo il teatro come noi, non si può parlare solo di spettacolo, perché il teatro è religione, è disciplina: a me ha dato molto, e anche a Lina, che amo definire ‘l’altra metà del teatro’”.
Nino Bernardini ricorda anche i lontanissimi giorni in cui aveva conosciuto l'attrice: erano gli inizi degli anni ‘70, e lui era andato ad assistere a uno spettacolo natalizio di una sua insegnante di regia all’Accademia, a Latina Scalo, in cui Lina recitava. Prima si conoscevano solo di vista. A fine spettacolo si sono presentati e hanno cominciato a parlare: “Lei mi ha guardato con un’intensità fortissima; poi abbiamo iniziato a frequentarci e abbiamo interpretato tanti lavori insieme, aiutandoci a vicenda, a Roma, in tour in Italia, e anche al Teatro Giacomini di Latina con “La madre” di Portretowa Witkiewicz”.
“Diversamente da quella ‘Donna gentile’ di stilnovistica memoria, sapevi coniugare la gentilezza con l’autorevolezza - scrive a Lina Giorgio Maulucci, regista e dirigente scolastico -, l’irruenza con la condivisione, comunque sempre signorilmente... imperativa. Mi piace immaginare di cantare per te ‘Ne me quitte pas’ di Jacques Brel, ovviamente nel senso di una salda amicizia”.
E aggiunge Giuseppe Pannone, attore e fratello d’arte: “Un punto di riferimento, una grande professionista con la quale chi si è affacciato al mondo dello spettacolo si è confrontato, formandosi o trovando un’amica”. Una bella immagine di Lina Bernardi da ieri campeggia anche sulla storia fb dell’attrice Melania Maccaferri.