L'evento
17.01.2026 - 12:00
L’Orchestraccia arriva sotto i riflettori del Teatro D’Annunzio di Latina con il cuore carico di amore nei confronti di Latina, che il leader Marco Conidi ricorda essere stato il territorio dei suoi primissimi concerti, e verso Franco Califano destinatario dell’omaggio racchiuso in “Bar Califfo” da parte di musicisti che hanno in comune una ammirazione schietta e sincera per il cantautore romano, per il suo modo di raccontare la vita e per la poesia che attraversa certe sue canzoni dove nulla, ma proprio nulla, è lasciato al caso. Sono suoi fan. Tutti.
Marco Conidi (cantautore/attore), Guglielmo Poggi (attore), Salvatore Romano (chitarra), Angelo Capozzi (chitarra/ukulele), Emanuele Bruno (pianoforte/fisarmonica), Alessandro Vece (violino), Mario Caporilli (tromba), Claudio Mosconi (basso) e Fabrizio Fratepietro (batteria), mettono però in chiaro una cosa: L’Orchestraccia non è una cover band, e ciò è vero anche per questo spettacolo che la vede interpretare i successi del Maestro con una sorta di proprio suono e la voce di Conidi che non imita il Califfo.
Il pubblico assisterà al suggestivo incontro tra un giornalista molto scettico e i frequentatori di un Bar il cui tempo sembra essersi fermato agli anni Settanta e dove si muovono alcuni personaggi che raccontano e inventano legami con Califano. Lentamente, tra aneddoti e melodia, finzione e realtà, prende piede così il tributo al mito di un uomo che ha segnato la musica italiana.
Tra gli appuntamenti attesi della stagione “Liberi di scegliere” organizzata dal Teatro D’Annunzio con il Comune di Latina, l’Atcl e nel caso dell’Orchestraccia, insieme a Vincenzo Berti e Gianluca Bonanno della Ventidieci, lo spettacolo ha debuttato al Teatro Olimpico di Roma e già rappresenta un successo per il gruppo rock-folk che affonda le radici nella tradizione e nella cultura romana, i cui musicisti si sentono un po’ tutti eredi di Califano .
Dopo Latina, la band è attesa il 10 febbraio al Rossini di Pesaro, il 27 febbraio al Teatro Ventidio Basso di Ascoli Piceno e il 7 marzo al Teatro Gian Carlo Menotti di Spoleto.
Perché andarli a vedere? «Perché il risultato finale è molto bello, non facciamo il teatro canzone che lascio a esempi più alti come Gaber, Dario Fo ed altri, però ci piace contestualizzare i nostri concerti all’interno di una trama - ha spiegato Conidi -. È una formula innovativa, un modo per dare sempre qualche cosa in più agli spettatori. Ed essendo una banda di cialtroni, la natura ci porta a stare in posti come trattorie, bar, osterie e locande, dove poi l’Orchestraccia è nata, cresciuta e si è formata”.
Sabato sera, 17 gennaio, ore 21, ci si vede al Bar Califfo!
Edizione digitale
I più recenti
Ultime dalla sezione