L'intervista
11.02.2026 - 13:30
Una data zero e un tour nazionale che la vede di nuovo sulle scene teatrali. Come vive questo ritorno sul palco?
Insieme a lei troviamo questa volta anche Anastasia Kuzmina, la sua splendida coach a Ballando con le stelle...
«Raccontiamo pezzi di vita, e quindi nel mio caso come un artista debba adattarsi a tutto, anche a ballare. Anastasia è una persona meravigliosa, ma sul lavoro è un’atleta rigidissima, e noi mostreremo il lato comico di questo contrasto».
Il pubblico l’ama sempre di più, continua ad apprezzare l’artista ma ha avuto modo di conoscere nell’ultimo anno anche le doti e i sani valori dell’uomo. A Ballando con le stelle, ad esempio, ha dimostrato verso la giuria un grande rispetto nonostante certi giudizi amari.
«A me pare di avere fatto una bruttissima figura ballando (ride), mi sentivo in imbarazzo, però ho cercato di essere professionale, di dare il massimo, di ascoltare anche idee che non condividevo. Sì, forse sono stato bravo, sicuramente coerente con me stesso».
Tra gli elementi della sua band che vedremo in tour con lei, c’è anche il Maestro Luca Velletri, noto musicista pontino?
«Ci sarà con qualche incursione. Luca Velletri è un musicista che fa paura da quanto è bravo, e ha un’umanità impressionante. Io gli dico sempre che è un jukebox vivente, ha un know out impressionante e una meravigliosa umiltà».
La data zero dello spettacolo va in scena in una città bellissima, Gaeta, che tra l’altro si candida a Capitale Italiana del Mare. Che cosa ama di più di questi luoghi?
«Non solo mi piace Gaeta ma anche la sua gente. Qui mi vogliono tutti bene, mi trattano come se fossi un loro concittadino. Se tanto mi dà tanto, quale migliore auspicio per questo debutto? Devo dire che la terra pontina mi ha sempre accolto con affetto, e fatto lavorare anche quando le cose non andavano al meglio. Ho amici a Gaeta, Aprilia, Formia e a Latina. Amo l’entroterra oltre al mare. A Gaeta poi ci sono delle strutture alberghiere bellissime, una persona arriva per fermarsi un giorno e non vorrebbe più andare via».
Hanno colpito molto le sue dichiarazioni nel salotto di Verissimo, intervistato da Silvia Toffanin. Parlando della malattia di sua moglie e di come insieme avete combattuto e vinto questa difficile battaglia, è emerso un uomo generoso, altruista, tenace e sognatore. Rivoluzionario direi, in tempi ‘aridi’ come i nostri. Ma lei pensa veramente che l’Amore vinca su tutto?
«Sì, la mia esperienza dice di sì. Vengo da un paesino dell’Emilia, lontano dallo show business, ma ho realizzato i miei sogni condividendo energia con gli altri. Non ho avuto un papà potente e non ho potuto avere figli, ma ho costruito una bella famiglia e svolgo il lavoro che sognavo di fare. Tutto questo anche perché ho cercato di dare agli altri ciò che avrei desiderato ricevere. Se semini vento raccogli tempesta ma se condividi, tutto torna indietro. Ognuno di noi ha una propria energia e se ne rendi partecipi gli altri, quella stessa energia ti rinforza».
Nei momenti in cui le cose sembrano crollare, quindi Paolo Belli prende la sua energia da...?
«Da ciò che mi circonda, dalla famiglia, dalla musica, dai miei cani e anche dalle ‘batoste’ della vita. Ho imparato a smussare gli angoli e a fare tesoro delle difficoltà, tenendo nel mezzo bicchiere pieno le cose che contano. De Gregori in ‘Viaggi e miraggi’ canta che gli angoli diventano curve nella memoria. Ecco, io ho imparato a smussarli».
Vorrei farle una domanda, ma non per alimentare polemiche anche perché già so che ‘pollice su o giù’ non fa per Paolo Belli. Gliela porgo allora così: se le avessero chiesto di interpretare l’Inno d’Italia alle Olimpiadi, lo avrebbe fatto a suo modo, con una nuova lettura, oppure no?
«Lo avrei fatto esattamente come va fatto, ‘para para’!, Ma questo è nel mio personale stile, un senso di rispetto verso l’opera. Non giudico quindi lo stile degli altri, né mi permetto con l’interpretazione di Laura Pasini. Mettiamola così, ognuno ha la sua bellezza stilistica».
“Pur di far spettacolo”, dopo la data zero di domenica 15 febbraio a Gaeta, sarà in scena al Teatro Troisi di Napoli (dal 26 febbraio all’8 marzo), al Teatro delle Muse di Ancona (29 marzo), al Teatro Parioli di Roma (12 aprile) e al Teatro Curci di Barletta (26 aprile). Lo spettacolo è scritto insieme ad Alberto Di Risio. anche regista. Biglietti in vendita sui circuiti ufficiali online e presso i botteghini dei teatri.
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