Il caso
28.11.2025 - 23:22
Il Tribunale di Cassino
Una causa verso i cari estinti. Così può essere sintetizzato il caso singolare riguardante un pensionato di Minturno, finito alla sbarra per maltrattamenti in famiglia e per il quale l’altro giorno, in tribunale a Cassino, era stata fissata una visita per accertare le sue eventuali turbe psichiche e l’eventuale pericolosità sociale. Una perizia che non sarà effettuata, in quanto lo stesso pensionato era morto qualche ora prima. Lo ha scoperto l’avvocato dell’imputato, l’avvocato Gianfranco Testa, che subito dopo l’udienza ha chiamato un familiare per avvisarlo della fissazione della perizia ed è venuto a conoscenza che l’uomo era deceduto poco prima. Una vicenda particolare scaturita dall’accusa di maltrattamenti in famiglia nei confronti della madre, tra l’altro morta l’estate scorsa, e verso i familiari. L’altra mattina era prevista un’udienza davanti al GUP del Tribunale di Cassino Maria Cristina Sangiovanni, che, su richiesta dell’avvocato Testa, stabiliva una perizia, da svolgersi l’8 gennaio prossimo da parte del dottor Nicolucci di Latina. Ciò per accertare se ci fosse reiterazione del reato e la pericolosità dell’imputato, anche al di fuori delle mura domestiche. Ma quando l’avvocato difensore ha avvertito un familiare, ha fatto la tragica scoperta: l’imputato era deceduto da poche ore.
Un’udienza durante la quale c’era stata un’incombenza istruttoria per l’accertamento peritale, che si è rivelata assolutamente inutile. Uno dei tanti casi della vita che superano ogni forma di fantasia.
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