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Il fatto

Nell'impero economico di Agresti l'anomalia della villa pagata solo 110.000 euro

Investimenti superiori ai redditi, la prova della natura fittizia delle proprietà. Per gli inquirenti è sintomatica l'evoluzione dell'imprenditore

Nell'impero economico di Agresti l'anomalia della villa pagata solo 110.000 euro
Secondo gli investigatori dei carabinieri Alessandro Agresti gestisce un patrimonio che formalmente non è suo e non sarebbe stato in grado di accumulare lecitamente con i redditi dichiarati. Dall’analisi degli immobili acquistati anche attraverso le società e i familiari che utilizza come prestanome, gli inquirenti ritengono che sia chiara la natura fittizia delle proprietà. Singolare poi la circostanza che l’imprenditore avesse acquisito una villa molto grande in via Cerreto Alto, intestata al padre e successivamente alla compagna, pagata appena 110.000 euro, dei quali solo 80.000 per l’edificio e la restante parte per il terreno. Oltretutto gli investigatori sottolineano che viene documentato l’utilizzo di bonifici solo per parte delle transazioni e la presenza di pagamenti “non definiti”. Per citare gli investimenti più importanti, compiuti attraverso le società del gruppo, il negozio acquistato al piano terra di via Mameli che ospita l’autosalone VipMotors con un valore di 385.000 euro, dei quali 85.000 pagati con un assegno bancario e la restante parte saldata ereditando la residua quota di un mutuo. A Roma in via del Serafico, in zona Euro, compra un ufficio di 14 vani per 392.000 euro pagati con una serie di assegni, alcuni circolari. A questi si aggiungono altri appartamenti e immobili, sia acquistati che in locazione, oltre alle spese per le vetture di lusso: Alessandro Agresti tra l’altro al momento del controllo possedeva una Ferrari F110 del 1991 pagata 120.000 euro. Secondo gli inquirenti l’indagine in corso evidenzia un’evoluzione significativa nella personalità di Alessandro Agresti, passato dalle dinamiche relazionali tipiche di un contesto marginale, per approdare a una gestione fraudolenta e strutturata di un ingente patrimonio di origine illecita. Un salto di qualità evidente nella capacità di utilizzare strumenti sofisticati di schermatura patrimoniale, anche avvalendosi della collaborazione di professionisti qualificati nel settore contabile e amministrativo.
 

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