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Fondi, il fatto

Finto medico, l’esca con Telegram

L’uomo usava la chat fornendo presunti consigli sanitari per ottenere immagini intime di minorenni

Finto medico, l’esca con Telegram

Vive con i genitori a Fondi, è uno studente universitario fuori corso e ha alle spalle solo lavori saltuari. Sarebbe rimasto sorpreso alla vista dei finanzieri che lo hanno arrestato ma non ha opposto alcuna resistenza. Questo è quanto emerso nelle ultime ore su Thomas Gino C., il 28enne di origini svizzere che è stato arrestato lunedì dai finanzieri del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Latina in seguito agli sviluppi di un’indagine di polizia giudiziaria, svolta su delega della Procura della Repubblica di Roma, che ha portato all’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Tribunale di Roma. L’uomo si trova ristretto nel carcere di Latina con le accuse di esercizio abusivo della professione medica, adescamento di minorenni, pornografia minorile e detenzione o accesso a materiale pornografico. E adesso c’è attesa per il suo imminente interrogatorio davanti al giudice per le indagini preliminari.

Il 28enne, com’è noto, avrebbe contattato almeno una decina di minorenni, tutti di sesso maschile (tra i casi indicati negli atti figura anche quello di un tredicenne) e residenti in provincia, ai quali si presentava come medico, di fatto un andrologo, per offrire consigli e indicazioni su prodotti da utilizzare in relazione a problematiche legate soprattutto alla sfera sessuale. In sostanza formulava diagnosi, prescriveva farmaci e poi acquisiva immagini e video ad esplicito contenuto pedopornografico che non diffondeva ma conservava. Un esempio del suo modus operandi, sarebbe emerso dalle indagini, lo avrebbe visto consigliare alle vittime l’utilizzo di creme, o altri prodotti, richiedendo in seguito dei filmati per “accertare” che le sue indicazioni venissero seguite nel modo giusto. Di certo, oltre all’arresto, c’è che è stato anche denunciato per esercizio abusivo della professione medica. Dall’indagine è stato appurato che il 28enne, un insospettabile, utilizzava soprattutto la app di messaggistica Telegram per instaurare un rapporto di fiducia con i minori da adescare.

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