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Il fatto

Latina, assolto dall’accusa di maltrattamenti in famiglia: condanna a 9 mesi per lesioni

Operaio di 43 anni assolto perché il fatto non sussiste per il reato più grave. Revocati braccialetto elettronico e divieto di avvicinamento all’ex compagna

Latina, assolto dall’accusa di maltrattamenti in famiglia: condanna a 9 mesi per lesioni

E’ stato assolto dal reato più grave di maltrattamenti in famiglia, aggravati a causa delle condotte  commesse alla presenza dei figli minori. E’ arrivata per questo reato l’assoluzione perché il fatto non sussiste ed è stato condannato a nove mesi di reclusione con la sospensione della pena per le lesioni.

E’ la sentenza emessa dal Tribunale nei confronti di un operaio di 43 anni di Latina, la parte offesa era la sua ex compagna. Nel corso del processo il pubblico ministero Giuseppe Bontempo aveva chiesto la pena di tre anni e sei mesi mentre l’avvocato Giorgio Bramini che assiste l’imputato ha chiesto l’assoluzione. Disposta la perdita di efficacia della misura cautelare del braccialetto elettronico e del divieto di avvicinamento nei confronti dell’imputato. La sentenza è stata emessa dal Collegio Penale presieduto  dal giudice Elena Nadile e composto dai magistrati Francesca Zani e Clara Trapuzzano Molinaro. I fatti sono avvenuti nel novembre del 2024 e l’imputato era stato destinatario di un provvedimento restrittivo dell’allontanamento dalla casa famiglia. Nei suoi confronti era stato disposto il divieto di avvicinamento alla parte offesa di 500 metri ed era stato disposta anche l’applicazione del braccialetto elettronico.  Contestata nel capo di imputazione   l’aggravante della presenza dei figli minori della coppia. 

In fase di indagini preliminari era stato il gip del Tribunale di Latina Mara Mattioli ad accogliere le risultanze investigative del pubblico ministero Marina Marra, titolare del fascicolo,  a seguito della denuncia - querela presentata dall’ex dell’uomo che era andata in Questura per denunciare i fatti. L’uomo era stato sottoposto ad un interrogatorio di garanzia a fine novembre del 2024 e davanti al gip aveva negato gli addebiti respingendo le accuse e di essere un compagno geloso. 

Gli episodi violenti si sarebbero consumati ad agosto del 2024 e sarebbero andati avanti per tre mesi:  il 43enne avrebbe picchiato la compagna  tirandole i capelli e la parte offesa era anche andata a farsi refertare in ospedale al Santa Maria Goretti:  aveva riportato una prognosi di cinque giorni. Era stata la Procura di Latina a disporre il giudizio immediato.  Nel corso del processo è stata ascoltata la parte offesa e a seguire anche i testimoni della difesa che hanno ricostruito gli episodi. Nei giorni scorsi la sentenza del Tribunale. Le motivazioni saranno depositate tra novanta giorni.

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