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Il fatto

Il Presidente della Corte d'Appello: due emergenze, criminalità e caporalato

L'analisi di Meliadò durante l'inaugurazione dell'anno giudiziario

Il Presidente della Corte d'Appello:  due emergenze, criminalità e caporalato

A sottolineare  il cambiamento dei processi di criminalità organizzata in provincia di Latina è il Presidente della Corte d’Appello Giuseppe Meliadò. Sono in aumento quelli della Dda. E’ riportato  nella relazione annuale.  In Tribunale a Latina nel 2025 sono 10 i processi della Direzione Distrettuale Antimafia per un totale di 79 imputati.

«Sul territorio operano delle pericolose organizzazioni criminali oggetto di attenzione della Direzione Distrettuale Antimafia della Procura di Roma che ha avviato numerosi processi particolarmente rilevanti che hanno impegnato e stanno impegnando sia il Tribunale che la Corte di Assise di Latina. Sono provenienti dalla Dda di Roma  - osserva il magistrato -  nel periodo in osservazione sono pervenuti diversi processi che hanno trovato alimento nella circostanza che, dal 2018 ad oggi, almeno cinque persone – che si assume abbiano svolto un ruolo attivo nell’ambito della criminalità organizzata a Latina e Provincia – hanno iniziato a collaborare, con riapertura anche di procedimenti relativi a fatti avvenuti alcuni anni fa». Il riferimento è ai pentiti e ai processi che sono ancora in corso.  C’è un’altra emergenza da tenere in considerazione. E’ anche l’effetto della morte del bracciante agricolo Satnam Singh.
Rispetto al passato ancora una volta spicca l’alto numero di procedimenti in materia di caporalato. «Sono pendenti diversi processi in materia di caporalato, collegati alla presenza di numerose aziende agricole nel territorio - ha ricordato il Presidente della Corte d’Appello - ed alla circostanza che sono adibiti molti lavoratori provenienti dall’India, diversi dei quali non regolari. E’ una circostanza, quest’ultima, che determina anche l’attivazione di numerosi processi in materia di violazione della normativa che regola l’immigrazione». Sono in sensibile aumento il numero dei processi in materia di maltrattamenti in famiglia ma anche per atti persecutori.
Nel Tribunale di Cassino competente per il territorio  del sud della provincia di Latina (da Itri a Santi Cosma e Damiano), il magistrato ha sottolineato che il quadro delle tipologie di reato è complesso. «Caratterizzato da un volume particolarmente elevato di procedimenti relativi ai reati contro la persona e contro il patrimonio, che rappresentano il nucleo più consistente dell’attività  giudiziaria sia nella fase dibattimentale sia in quella delle indagini preliminari -  i reati contro la persona mostrano numeri molto alti, con 99 procedimenti pendenti davanti al Collegio e 645 davanti al giudice monocratico, cui si aggiungono 670 procedimenti nella fase Gip-Gup  e un flusso sopravvenuto particolarmente significativo. 

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