Il fatto
10.02.2026 - 07:12
I reati sono stati dichiarati prescritti anche per gli altri sei imputati finiti sotto processo per l’incidente aereo del 3 settembre del 2017 tra Latina e Pontinia in cui avevano perso la vita Antonio Belcastro e Umberto Bersani. Nei giorni scorsi per altri due imputati i giudici avevano disposto il non doversi procedere con l’estinzione del reato sempre per la prescrizione, si tratta dei gestori dell’Avisiosuperficie da cui era decollato il velivolo. Non era l’unico processo: vi era un altro procedimento con sei imputati che si è concluso in Tribunale davanti al giudice monocratico Elena Nadile. Si è chiuso lo scorso novembre. Era stata la Procura di Latina a contestare l’omicidio colposo e le lesioni personali colpose all’indirizzo del vicedirettore dell’Enac, della responsabile della Direzione Aeroportuale del Lazio e del responsabile della Direzione regolazione personale operazioni di volo. «Hanno omesso – aveva contestato il magistrato inquirente – di aver svolto attività di sorveglianza e verifica sull’aviosuperficie da cui la mattina dell’incidente era decollato il velivolo con a bordo le vittime». L’inchiesta era nata a seguito della richiesta di opposizione all’archiviazione dei familiari delle vittime e la Procura aveva disposto un supplemento investigativo. Come è emerso dai riscontri raccolti l’aereo era caduto da una altezza tra i 15 e i 20 metri e secondo quanto sostenuto dall’accusa l’utilizzo di un determinato tipo di carburante ha penalizzato la potenza del motore, non consentendo durante le fasi di salita, subito dopo che l’aereo aveva lasciato la pista, un aumento di velocità. Era stato il gup del Tribunale di Latina a rinviare a giudizio i sei imputati nell’ottobre del 2022. Per i vertici dell’Enac la Procura aveva contestato l’omicidio colposo e le lesioni personali colpose in quanto «hanno omesso di aver svolto attività di sorveglianza e verifica sull’ aviosuperficie da cui era decollato l’aereo», era riportato nelle carte dell’inchiesta. Nel fascicolo era stata indagata a piede libero anche la responsabile della Direzione Operazioni Centro che - sempre secondo gli investigatori - ha omesso invece di svolgere attività di sorveglianza e verifica sull’aeromobile. Erano stati i Carabinieri della Compagnia di Latina ad accertare precise responsabilità a seguito delle conclusioni a cui era arrivato il consulente del pubblico ministero, il colonnello Alfredo Caruso. L’inchiesta si era divisa in diversi tronconi: a seguire, due imputati hanno patteggiato, per altri due imputati nei giorni scorsi è arrivata la prescrizione, come per gli altri sei finiti sotto processo, sono difesi dagli avvocati Galassi, Pizzotti, Di Mambro, Galletti.
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