Il processo
13.02.2026 - 07:00
Quattro testimoni nel processo per la morte di Antonio Marinelli, 71 anni, di Latina, deceduto mentre stava eseguendo dei lavori in una casa a Borgo Faiti alle porte di Latina. Il dramma si era consumato il 18 novembre del 2020. Il processo si sta svolgendo in Tribunale nei confronti di un uomo, F.M., queste le sue iniziali, di Latina, ritenuto il presunto responsabile del reato di omicidio colposo. L’imputato è difeso dall’avvocato Luca Giudetti, le parti civili sono rappresentate dagli avvocati Valentina Macor e Roberto Guglielmo. In aula - davanti al giudice Roberta Brenda e al pm Martina Taglione - hanno deposto quattro testimoni, tra cui i proprietari di casa che hanno ricostruito l’incidente.
I lavori riguardavano il consolidamento di un gazebo esistente nel giardino dell’abitazione. Secondo quanto accertato all’improvviso l’intera struttura in legno è venuta giù e ha investito Marinelli rimasto incastrato a terra. In base ad una prima ricostruzione, all’inizio i testimoni della tragedia pensavano che Marinelli si fosse salvato perchè non pensavano si trovasse sotto il tetto crollato. E’ emerso che l’uomo quando è stato trovato aveva perso già conoscenza, erano scattati i soccorsi ed era stato trasportato in ospedale al San Camillo di Roma dove a seguito delle gravi ferite riportate era morto. Le indagini erano state condotte dai Carabinieri della Compagnia di Latina, intervenuti insieme al personale del dipartimento di prevenzione dell’Asl. L’infortunio era avvenuto durante il posizionamento di una piastra in ferro alla base di una colonna a cui doveva essere ancorata una trave. Oltre all’omicidio colposo, gli inquirenti avevano contestato anche la violazione delle norme in materia di sicurezza sul lavoro, a partire dalla mancanza di un piano operativo di sicurezza, tra cui anche l’omissione di aver sottoposto il lavoratore a corso di formazione in materia di sicurezza sul lavoro. L’inchiesta della Procura aveva portato ad ipotizzare una serie di negligenze da parte dei proprietari di casa.
Era stato diverso il procedimento penale per altri due imputati che hanno patteggiato la pena a otto mesi. La richiesta del rito alternativo era stata accolta dal giudice per l’udienza preliminare del Tribunale di Latina Mario La Rosa nell’ottobre del 2022 che aveva ritenuto congrua la pena, per l’altro imputato era stato disposto il rinvio a giudizio con la prima udienza del processo celebrata nel maggio del 2023 davanti al giudice Fabio Velardi. Le indagini erano state condotte all’epoca dei fatti dal pm Andrea D’Angeli. Il 7 maggio una nuova udienza per ascoltare altri testimoni.
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