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Il caso

Processo Tiberio, tutti condannati: sei anni per Cusani

Ieri sera la sentenza dopo nove ore di camera di consiglio. Accolte le richieste dell'accusa

Processo Tiberio, tutti condannati: sei anni per Cusani

Nove ore di camera di consiglio: dalla mattina alla sera. Poi alle 19:30 la sentenza. Nove, come gli anni trascorsi dalla prima udienza di questo processo: Tiberio.

Tutti gli imputati accusati di corruzione sono stati condannati. Una batosta. Sei anni per Armando Cusani, sindaco di Sperlonga ed ex presidente della Provincia di Latina. Disposta anche l’interdizione perpetua dai pubblici uffici e, per la legge Severino, la sospensione dalla carica di sindaco.

L’atto finale del processo è una sentenza che lascia il segno, segnando un confine tra un prima e un dopo. Basta leggere lo sguardo scosso degli imputati quando escono dal Tribunale. L’accusa ha retto in blocco: il Tribunale ha condiviso la prospettazione del pm Valerio De Luca, che aveva coordinato le indagini del gennaio 2017, con Sperlonga epicentro e poi Prossedi, Priverno e Latina.

Quando il Collegio Penale del Tribunale di Latina – presieduto dal giudice Elena Nadile e composto da Francesca Zani e Clara Trapuzzano Molinaro – legge il dispositivo: «In nome del popolo italiano...», gli imputati capiscono che sta arrivando una condanna. Cusani è in fondo all’aula: era arrivato poco prima delle 14:30.

La sentenza è una botta pesante per tutti. Oltre ai sei anni per il sindaco di Sperlonga, i giudici hanno inflitto otto anni (la più alta) a l’imprenditore Nicola Volpe, sette anni a Isidoro Masi (ex responsabile Ufficio Tecnico di Sperlonga), sei anni a l’imprenditore Antonio Avellino. Reati prescritti per Massimo Pacini e Antonio Fabrizio. Disposto il risarcimento del danno per Carmine Tursi, il Comune di Priverno e il Comune di Sperlonga.

Nel corso della requisitoria, il pm De Luca aveva chiesto esattamente queste condanne. Il collegio difensivo aveva puntato sulle lacune investigative e la mancanza di prova del patto corruttivo, chiedendo l’assoluzione. Per l’accusa Cusani aveva un ruolo dominante; per la difesa «non poteva condizionare funzionari né imprenditori».

Tra novanta giorni saranno depositate le motivazioni della sentenza: scontato il ricorso in Appello del collegio difensivo composto dagli avvocati Angelo Palmieri, Gianni Lauretti, Gaetano Marino, Luigi Panella, Vincenzo Macari, Gianmarco Conca.

Furono i Carabinieri del Nucleo Investigativo a ricostruire un sistema di corruzione e appalti pilotati. Le indagini partirono dal monitoraggio dell’Hotel Grotte di Tiberio di proprietà di Cusani: l’inerzia nella rimozione degli abusi portò agli sviluppi investigativi. Quattro mesi dopo gli arresti, la Procura chiese il giudizio immediato, con prima udienza il 16 maggio 2017. Ieri, a nove anni di distanza, la sentenza.

L’avvocato Angelo Palmieri, difensore di Cusani insieme a Luigi Panella, ha dichiarato: «Il processo non finisce a Latina, ci sono tre gradi di giudizio». Il sindaco di Sperlonga non ha rilasciato dichiarazioni ed è andato via molto scuro in volto. Questa è la storia della fine di un processo lungo e complesso, tra i più delicati, che sembra coincidere con la fine di un momento politico-giudiziario durato quasi dieci anni.

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