Il caso
19.03.2026 - 10:30
Il vicepresidente della Camera dei deputati ed esponente di Fratelli d’Italia Fabio Rampelli ha presentato un’interrogazione parlamentare al ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara, chiedendo quali provvedimenti intenda adottare contro le scuole che, secondo l’esponente di Fratelli d’Italia, non avrebbero celebrato adeguatamente il Giorno del Ricordo lo scorso 10 febbraio, commemorazione istituita per ricordare le vittime delle foibe e l’esodo degli italiani da Istria, Fiume e Dalmazia.Nell’interrogazione, Rampelli indica una lista di scuole “inadempienti” di cui fanno parte anche diversi istituti di Latina: il Liceo Classico Dante Alighieri, l’Istituto Galileo Galilei e il Liceo Gb Grassi.
A destare attenzione è il fatto che la lista, in gran parte romana, inserisca anche alcuni istituti pontini, sollevando interrogativi sulla modalità di raccolta dei dati e sui criteri utilizzati.Il tema, però, è controverso. La legge 21 febbraio 2024, n. 16, rafforza le iniziative per promuovere la conoscenza della tragedia delle foibe e dell’esodo giuliano-dalmata, con strumenti come i Viaggi del Ricordo per le scuole secondarie e il concorso nazionale “10 febbraio”. I
l ministero dell’Istruzione invita le istituzioni scolastiche a promuovere incontri, dibattiti e momenti di riflessione sul significato della ricorrenza. Tuttavia, la legge non prevede obblighi specifici o sanzioni per eventuali mancate celebrazioni, lasciando ampio margine all’autonomia didattica dei dirigenti scolastici. Questa discrepanza ha alimentato dibattito e polemica.
I sindacati e l’associazione dei dirigenti scolastici sottolineano che pubblicare elenchi di scuole “cattive” può creare un clima di pressione e intimidazione, interferendo con la libertà di insegnamento e con l’autonomia scolastica sancita dalla Costituzione. L’associazione nazionale dei dirigenti scolastici ha definito la pratica “grave e inaccettabile”, mentre la Flc Cgil parla apertamente di “lista nera” e di “vigilanza politica sulle scuole”.
Rampelli, da parte sua, ha replicato con decisione sui media nazionali: «C’è una legge dello Stato: va rispettata da tutti, a cominciare dalle istituzioni pubbliche. L’autonomia scolastica non può giustificare il mancato rispetto delle norme vigenti».
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