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Il caso

Estorsione al Morbella, schiaffi, multe e pec: la fine del centro

Ascoltate due vittime nel processo che vede imputato Salvatore Centola

Estorsione al Morbella, schiaffi, multe e pec: la fine del centro

Dalla prima pietra del centro Morbella all’inaugurazione nel 1989, fino agli ultimi giorni, i più difficili, pieni di tensioni, a sentire il racconto dei testimoni che figurano come parti offese nel processo che vede imputato Salvatore Centola, ex presidente  del consorzio del centro Morbella. E’ imputato di estorsione e truffa

Ad ascoltare il racconto di uno degli storici commercianti del centro emerge  come adesso il Morbella sia un malinconico esempio del tempo che fu.  Un centro commerciale morto,  svuotato:  «Si professava come un imprenditore di altissimo livello - è l’inizio del racconto riferito a Centola  - ad un certo punto ha modificato lo statuto a suo piacimento,   appesantendo la posizione di ogni consorziato e introducendo clausole vessatorie.

Aveva il controllo, ci ha distrutto - ha aggiunto - abbiamo perso tutto, abbiamo perso quattro attività commerciali». Il clima era ostile: «Sono stato anche aggredito da Centola,  mi ha dato uno schiaffo sul braccio e ho sbattuto sul montante della porta». Il racconto che emerge è quello di una resa nel centro commerciale: «Tanti consorziati hanno gettato la spugna. Ci  sono state anche delle pec inviate - ha ripetuto - dove c’era scritto che eravamo dei codardi, dei miserabili e dei vigliacchi. La mia famiglia per tutto quello che è successo è in cura dallo psicologo». 

In aula davanti al giudice Francesca Ribotta, le due parti offese che si sono costituite parte civile hanno messo in luce  le multe ricevute da un supermercato per una sanzione pari a 1 milione e 300mila euro: «Nessun imprenditore di Latina si avvicina per comprare un negozio. Ho ricevuto oltre cento decreti ingiuntivi, sia io che altri operatori». Il padre del primo testimone ha raccontato che Centola sembrava fosse il “salvatore della patria”:  Diceva “Io sono il Presidente e ho l’autorità di fare queste cose”. 

Mio figlio è stato schiaffeggiato da Centola durante un’assemblea. Il processo riprende il 10 aprile.  Centola è difeso dagli avvocati Gaetano Marino e Carla Bertini, diverse le parti civili che si sono costituite.  I fatti contestati sono avvenuti dal dicembre del 2017 al dicembre del 2020.

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