Il caso
25.03.2026 - 08:30
Il giudice per l’udienza preliminare del Tribunale di Latina Paolo Romano ha affidato l’incarico ad un perito, lo psichiatra Alfonso Tramontano che dovrà valutare il quadro clinico di Mirko Iorio, 20 anni, di Latina, imputato e agli arresti domiciliari per le coltellate sferrate a due coetanei nel quartiere dei pub. E’ accusato di tentato omicidio.
I fatti contestati sono avvenuti la sera del 23 novembre del 2024 una manciata di minuti prima di mezzanotte. Ieri il magistrato ha disposto che l’imputato dovrà essere sottoposto ad una visita per accertare la capacità di intendere e di volere al momento del fatto e la capacità di stare in giudizio. Il via con le operazioni peritali il 16 aprile, a seguire in aula si torna il 23 giugno quando è prevista la relazione del perito sulle condizioni di salute di Iorio.
Il legale dell’imputato, l’avvocato Alessandro Farau ha scelto per il proprio assistito un rito abbreviato, (un giudizio previsto dal codice che prevede la riduzione di un terzo della pena), condizionato ad una perizia. La difesa aveva nominato una consulente di parte, la psicologa Alessia Micoli che aveva relazionato sul quadro clinico del giovane nel corso dell’udienza che si era svolta a febbraio. Secondo quanto riportato dalla consulenza della difesa la capacità di intendere e di volere di Iorio è parzialmente scemata e ha un disturbo di personalità, prendeva dei farmaci ma nel periodo in cui sono avvenuti i fatti ha interrotto la terapia farmacologica.
Le indagini per fare luce sulla folle aggressione tra due gruppi di giovanissimi contrapposti quelli del Colosseo e quelli del Q4, erano state condotte dagli agenti della Squadra Mobile di Latina che avevano ricostruito i fatti, sulla scorta anche delle immagini analizzate grazie ad alcune telecamere della zona e da un video finito sui social network oltre che a seguito di alcune testimonianze. Il bilancio di quella notte violenta era stato pesantissimo: due giovani feriti gravemente e per uno, si era reso necessario il trasporto a Roma. Era stata drammatica la deposizione della madre del giovane. «Mio figlio ha ancora gli incubi». I familiari si sono costituiti parte civile e sono assistiti dall’avvocato Silvia Siciliano.
L’inchiesta del pubblico ministero Giuseppe Bontempo e aveva portato anche alla denuncia a piede libero di diversi minori, per uno è stato contestato il tentato omicidio.
Nel febbraio del 2025 erano state eseguite le misure restrittive firmate dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Latina Giuseppe Cario e che avevano portato all’arresto di Francesco Manauzzi e Antonio Iustic, 20 anni di Latina che sono già a processo. Il dibattimento è in corso davanti al Collegio Penale e riprende a breve, il prossimo primo aprile. Il bilancio finale di quella notte era stato di due feriti gravi, tre arresti e a 13 adolescenti indagati a piede libero. «La violenza come metodo per l’affermazione della propria reputazione e soluzione di controversie tra gruppi rivali, rappresenta un fattore inquietante», così aveva scritto il gip Cario nel provvedimento cautelare.
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