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Il caso

Foto pedopornografiche, il ricorso di Frateschi

Il 15 maggio l'udienza. In primo grado condanna a un anno e otto mesi

Foto pedopornografiche, il ricorso di Frateschi

Non è stata fatta alcun tipo di valutazione o perizia medico antropologica sui dati anagrafici dei giovani raffigurati nelle foto sequestrate nel corso dell’indagine per detenzione di materiale pedopornografico all’ex insegnante di religione Alessandro Frateschi. E’ questo uno dei motivi del ricorso con il quale la difesa dell’ex diacono, rappresentata dall’avvocato Edoardo Fascione ha impugnato la condanna a un anno e otto mesi emessa quasi un anno fa. Frateschi era stato giudicato con il rito abbreviato. Il processo in Corte d’Appello a Roma è fissato davanti ai giudici della terza sezione per il prossimo 15 maggio.  Secondo la difesa non vi è certezza che nelle immagini  ci siano dei minori. Nelle motivazioni con cui il gup di Roma aveva condannato Frateschi era stata messa in evidenza la quantità di materiale pedopornografico sequestrato su alcuni supporti informatici: dai telefoni cellulari al computer in possesso dell’imputato.  


Le immagini erano state sequestrate nel corso delle indagini sugli episodi di violenza sessuale contestati all’indirizzo di cinque minori, tra cui alcuni studenti del Liceo Scientifico Maiorana e anche del figlio di amici di famiglia.  Frateschi nell’inchiesta sulla detenzione di materiale pedopornografico era stato indagato a piede libero e il fascicolo da Latina era stato trasferito a Roma, competente per territorio.  «Consapevolemente deteneva immagini e video e altre immagini virtuali ritraenti soggetti minori coinvolti in pratiche sessuali», è riportato nelle carte dell’inchiesta.  «L’accumulo di così rilevante materiale denota una spiccata inclinazione rispetto alla commissione di reati di questa indole, una evidente non occasionalità della condotta e l’incapacità di controllare le proprie pulsioni».  Per Frateschi c’è anche il ricorso in Corte di Cassazione avverso la condanna a 12 anni (confermata in Appello) per gli episodi di violenza sessuale. L’indagine era scattata alla fine di gennaio del 2023 ed era stata condotta dai Carabinieri della Compagnia di Latina. 

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