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Il caso

Regolamento antenne, si temporeggia ancora

Bellini contesta la versione “ridotta” del testo, seduta aggiornata per arrivare ad una approvazione unanime

Regolamento antenne, si temporeggia ancora

Il regolamento comunale sulle antenne torna nuovamente in Commissione Ambiente, ma il traguardo dell’approvazione slitta ancora. Dopo oltre due anni di iter complesso e travagliato, il testo si arresta di fronte alla richiesta di ulteriori approfondimenti avanzata dall’opposizione, che ha chiesto più tempo per esaminare alcune modifiche apportate rispetto alla versione precedente.

Il regolamento, elaborato dagli uffici comunali al termine di una lunga gestazione e di un acceso confronto tra assessorato all’Ambiente, uffici e Commissione, recepisce la normativa nazionale e regionale più recente e introduce criteri più stringenti per la localizzazione degli impianti di telefonia mobile. Un percorso non lineare, segnato anche dalla presa di posizione del presidente della Commissione Ambiente, Alessandro Porzi, che nelle scorse settimane aveva minacciato le dimissioni per sbloccare lo stallo su un tema definito non più rinviabile.

Il testo conferma uno dei punti politicamente più rilevanti: il divieto, come regola generale, di installare antenne entro 600 metri da scuole, asili, ospedali, strutture socio-assistenziali, parchi gioco e beni paesaggistici o culturali. Il consiglio di Stato in una recente sentenza stabilisce che questo limite è possibile solo se è presente almeno il livello minimo di segnale. Per superare la soglia l’operatore deve dimostrare l’oggettiva impossibilità tecnica di garantire la copertura di rete in siti alternativi e fornire una motivazione tecnica dettagliata. Durante la seduta di ieri, però, il confronto si è nuovamente acceso.

Il capogruppo di Lbc, Dario Bellini, ha contestato la scelta di portare in Commissione un testo ritenuto “ridotto” rispetto a quello originariamente elaborato dagli uffici, chiedendo più tempo per una valutazione approfondita.  Alle critiche ha risposto il consigliere Cesare Bruni, respingendo l’idea di una forzatura di Porzi: «La forzatura sarebbe stata farlo votare senza tener conto dell’opposizione». Porzi ha chiarito di aver solo auspicato un’approvazione unanime, sottolineando però come i continui rinvii rischino di trasformarsi in un esercizio sterile, mentre i cittadini attendono da tempo regole chiare sulla  localizzazione degli impianti. Alla fine, la proposta di Galardo di  aggiornare la seduta a martedì, con l’impegno a proseguire anche ad oltranza, è stata accolta. Sul tavolo resta intanto il caso dell’antenna 5G di via Fiuggi.

Il presidente Porzi ha chiesto agli uffici di valutare e riferire nella prossima commissione se sia possibile la procedura di autotutela accogliendo la richiesta di cittadini  presenti in Commissione che intendono presentare questa istanza al Comune per l’annullamento dell’autorizzazione rilasciata per una antenna Iliad in via Fiuggi e a pochi metri dalla scuola Rodari. L’amministrazione si doterà di un piano per garantire, nei casi ricadenti nella tipologia dei siti alternativi, dove poter installare le antenne per tutelare sia il diritto alla comunicazione che i luoghi sensibili. Un passaggio atteso e necessario, che però continua a scontare ritardi pesanti. Senza una rapida approvazione e senza una vera pianificazione di rete, il rischio resta quello di nuove installazioni in assenza di un quadro certo di regole: ed è proprio su questo terreno che ora si misura la credibilità della politica. 

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